Calcio, calci e risse in panchina: Baldini-Di Carlo 17 anni dopo

Nel 2007 in un Parma-Catania fece scalpore la pedata nel sedere dell’attuale tecnico del Pescara al suo collega che domenica sarà sulla panchina dell’Ascoli. Da quell’annata non si sono più incrociati
PESCARA. Calcio e calci. Campionato 2007-2008. Era il 26 agosto 2007, per l’esattezza: Parma-Catania 2-2, in serie A. Nulla di strano in un torrido pomeriggio di fine estate allo stadio Tardini. La partita scivola via, fino a pochi minuti dalla fine: Silvio Baldini rifila un calcio nel sedere a Mimmo Di Carlo e scoppia il pandemonio a bordocampo. Durante un’azione di gioco Baldini, all’epoca tecnico della formazione siciliana, dà delle indicazioni ai suoi avvicinandosi alla panchina degli emiliani. Gli animi si infiammano, i due si mandano al diavolo in uno scontro faccia a faccia. Di Carlo si volta e fa per andarsene, ma Baldini gli rifila un calcio nel sedere. Risultato? Il tecnico del Catania viene squalificato un mese. «Dal momento successivo a quel gesto non sono più riuscito a trasmettere alle mie squadre quello che volevo...», le sue parole anni dopo.
Di nuovo contro. Esattamente 17 stagioni dopo Silvio Baldini e Mimmo Di Carlo si incroceranno di nuovo. Domenica, infatti, il Pescara sfiderà l’Ascoli e nelle Marche ieri è arrivato Di Carlo, che ha preso il posto dell’esonerato Carrera dopo la breve parentesi di Ledesma. La scelta dei marchigiani inizialmente era ricaduta su Attilio Tesser, ma il tecnico trevigiano ieri mattina, mentre era in viaggio verso Ascoli, ha fatto dietrofont. Il motivo? Pare per alcuni problemi legati all’ingaggio.
Ieri pomeriggio, dopo le 17, la telefonata di un famoso procuratore: «Ad Ascoli va Di Carlo, lo sai? Domenica ne vedremo delle belle con Baldini sulla panchina del Pescara». Alle 18.20 il comunicato dei marchigiani: “Benvenuto a mister Di Carlo”. Domenica rivedrà Baldini. Stavolta, però, niente tensioni e risse. Dopo quella stagione in serie A 2007-2008, i due si sono sempre evitati e domenica al Del Duca si ritroveranno l’uno contro l’altro. Il Pescara punta a consolidare il primo posto in classifica, l’Ascoli deve riscattarsi dopo l’avvio di stagione deludente. Dopo quella partita a Parma, Baldini non tornò indietro: «Ho sbagliato», aveva detto in un primo momento il tecnico del Catania, «chiedo scusa a tutti, non a Di Carlo che è stato scorretto».
Calci e polemiche. Baldini era stato espulso all’85’ e non tollerò che il collega lo sollecitasse ad abbandonare il campo. È così che, iracondo, prese la rincorsa e gli diede un bel calcio nel sedere. Salvo poi -davanti alle telecamere del Processo di Biscardi- rettificare così: «Chiedo scusa: devo mantenere la calma ho fatto un gesto che non va fatto. Chiedo scusa anche alla mia squadra e a tutte quelle persone che sicuramente non hanno avuto un esempio positivo dal mio gesto. Stringo idealmente la mano a Di Carlo, porgendogli le scuse».
Tutto molto bello, non c’è che dire. Peccato che -qualche anno dopo- Baldini ci sia ricascato e, tornando a parlare dell’episodio, si è espresso così: «Nel corso della carriera di un allenatore per poter emergere devi sempre fare in modo che le cose, per un verso o per un altro, vadano per il senso giusto. E soprattutto quando arrivi in alto devi arrivare a sapere gestire quello che possiedi. Dal momento successivo a quel gesto non sono più riuscito a trasmettere alle mie squadre quello che volevo. Ma forse a Di Carlo il calcio dovevo darlo in testa e non sul sedere visto la persona che è...».
Acqua passata. Schietto e diretto, mai banale Silvio Baldini. Oltre al calcio nel sedere al collega Di Carlo durante Parma-Catania in mondovisione c’è di più. Dal Bagnone con cui, l’anno in cui nacque Valentina, la sua prima figlia, conquistò la prima promozione – in Prima categoria – , fino all’ultima impresa dalla C alla B con il Palermo (2021-2022), Baldini ha concepito la guida di una squadra come fosse la sua famiglia e «avere una famiglia significa cercare di capire i problemi, soprattutto di quelli di chi sta peggio». La famiglia Pescara lo ha accolto, lui ha ripagato l’affetto nel migliore di modi: empatico e con tanta voglia di ridare entusiasmo ad una piazza reduce da tante delusioni. Associare il tecnico all’immagine di quel calcio nel sedere rifilato a Domenico Di Carlo in Parma-Catania è banale, scontato e ingeneroso.
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