Calcio e famiglia, Del Grosso l’ultimo dei romantici

Il terzino saluta Pescara e torna a Giulianova dove allena il gemello Federico: «Lo chiamerò mister»
PESCARA. L’ultimo dei romantici. Cristiano Del Grosso lascia il Pescara e torna a giocare nella sua Giulianova (serie D) dopo 15 anni dall’ultima volta. Nel 2005 con il fratello Federico, ora tecnico dei giallorossi, ha spiccato il volo verso il grande calcio. Ascoli, Cagliari, Siena e Atalanta, solo per citare alcune squadre dove ha giocato. Negli ultimi due anni ha vestito la maglia del Pescara, sfiorando una promozione in A e centrando una salvezza all’ultimo respiro. Ora il ritorno a casa prima di dare l’addio al calcio giocato.
Del Grosso, a 37 anni perché ha scelto di chiudere la carriera a Giulianova?
«I soldi e la categoria non mi interessano. Per me è una scelta di cuore. Sono ancora uno dei pochi amanti del calcio romantico e tornare nella squadra della mia città significa tanto. Ho avuto la fortuna di giocare 500 partite tra i professionisti, soprattutto in A e B, adesso voglio tornare dove tutto è cominciato 20 anni fa. Ringrazio il presidente Luciano Bartolini che mi ha voluto e, soprattutto, devo ringraziare il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani».
Il prossimo anno allenerà nel club biancazzurro?
«Sì, dovrei andare al settore giovanile. C’è già l’impegno con Sebastiani, che ha cercato di coinvolgermi da subito, ma ho ancora voglia di giocare e non me la sento di iniziare ora una nuova carriera in panchina»,
Le sarebbe piaciuto continuare a Pescara?
«Mi sarebbe piaciuto, certo, chiudere la carriera in biancazzurro, ma non sono affatto deluso. Il Pescara ha deciso di rifondare ed io sono d’accordo con la linea adottata dalla società. Ho apprezzato la sincerità dei dirigenti nei miei confronti e quella dell’allenatore Massimo Oddo. Io so di aver dato tutto per questa maglia e il prossimo anno esulterò da tifoso, perché sono certo che nascerà un gran Pescara».
Un biennio fatto di alti e bassi, ma anche di incomprensioni. È vero che non aveva buoni rapporti con Luciano Zauri?
«Sono girate della voci infondate su presunti litigi tra me e Zauri. In 20 anni di carriera non ho mai litigato con nessuno. Con Zauri non c’è stato mai nessun problema, mi sono sempre messo a disposizione e non ho mai saltato una seduta d’allenamento. Il mister aveva una visione diversa dalla mia, certo, ma non abbiamo mai litigato».
Nella scorsa stagione siete partiti con ambizioni d’alta classifica e vi siete salvati dopo un play out. Come mai?
«Gli infortuni hanno pesato tantissimo, è inutile negarlo, ma anche il periodo di inattività per il Covid ha condizionato il nostro rendimento. Dopo l’infortunio di Tumminello è stata dura giocare senza un bomber di razza, anche se Pippo Maniero, specie nel finale di stagione, ha fatto delle cose importanti. L’assenza del portiere Fiorillo, poi, a mio avviso è stata deleteria».
Che Pescara sta nascendo?
«Secondo me riprendere Oddo è stata la mossa giusta. Si riparte da zero e da quello che so nascerà un gran Pescara. Sono certo che disputerà un campionato di vertice».
Chi consiglierebbe di prendere come terzino sinistro?
«Masciangelo a mio avviso è un terzino forte e si potrebbe puntare tranquillamente su di lui. Ho letto diversi nomi e, tra questi, Martella dal Brescia sarebbe un grandissimo colpo».
A Giulianova sarà allenato da suo fratello gemello Federico. Come si comporterà nello spogliatoio?
«Abbiamo giocato assieme 15 anni fa e adesso voglio aiutarlo. Ho ancora tante motivazioni e spero di scrivere un’altra pagina di storia insieme a mio fratello. Lo chiamerò mister e avrà tutto il mio rispetto come allenatore. Non bisogna mischiare la sfera affettiva e quella lavorativa». (l.d.m.)

