today 9 giugno

Oggi, ma nel 1991, a Riccione, in provincia di Rimini, nell’ottavo ed ultimo congresso di Democrazia proletaria, il partito di Mario Capanna, dal 1984 al 1987, e Giovanni Russo Spena, dal 1987, veniva sciolto confluendo nel Movimento per la Rifondazione comunista, di Armando Cossutta. Le due forze di estrema sinistra insieme, il 12 dicembre di quello stesso ’91, daranno vita a Rifondazione comunista. Che, dal 2 aprile 2017, annovererà anche un abruzzese quale segretario nazionale, Maurizio Acerbo di Pescara, quale successore di Paolo Ferrero, in carica dal 27 luglio 2008 alla già menzionata data del 2 aprile 2017. Il mese prima delle elezioni europee, del 18 giugno 1989, che avevano consentito a Dp -entità divenuta partito vero e proprio il 13 aprile 1978 e che aveva tratto il nome dall'espressione utilizzata nello storico discorso, tenuto a Palazzo Madama, del barone e senatore Raffaele Garofalo, magistrato e criminologo, del 30 giugno 1912, contro l’estensione “ampia” del diritto di voto poi avuta proprio con la legge 30 giugno 1912 numero 666- d’eleggere Eugenio Melandri al Parlamento Ue, c’era stata anche la diaspora dei componenti della corrente interna di stampo eco-socialista. Incluso l’ex leader sessantottino Capanna (nella foto, particolare, durante un comizio demoproletario a Milano in piazza Duomo, nello scatto proveniente dall’archivio storico iconografico del Comune di Bologna) che, insieme a rappresentanti radicali, tra i quali anche il futuro sindaco di Roma Francesco Rutelli, in Campidoglio dal 5 dicembre 1993 all’8 gennaio 2001, aveva generato la realtà ambientalista dei Verdi arcobaleno. Tutta la vicenda verrà ricostruita nel volume di Fabrizio Billi ed altri autori, tra i quali pure il già citato Russo Spena, che sarà intitolato “Camminare eretti. Comunismo e democrazia proletaria, da Dp a Rifondazione comunista. Per una storia di Democrazia proletaria e una ricostruzione critica dei percorsi del comunismo e dei movimenti anti-sistemici del Novecento”, che sarà pubblicato dalla casa editrice meneghina Punto Rosso nel 1996. Ma anche nel saggio di Matteo Pucciarelli “Gli ultimi mohicani. Una storia di Democrazia Proletaria”, che sarà dato alle stampe da Edizioni Alegre, di Roma, nel 2011.
