26 luglio

Oggi, ma nel 1992, a Sassuolo, in provincia di Modena, Paolo Andreotti, di 32 anni, catechista nella chiesa della Santissima vergine Maria consolata e referente della sezione locale dell’Azione cattolica uccideva Claudio Costi, di 18, studente dell’istituto per geometri “Alberto Baggi” nonché aiuto catechista, con due iniezioni di anestetico Ketalar utilizzato per alleviare il dolore del rapporto intimo consumato nello spogliatoio parrocchiale. Dopo essersi reso conto che Claudio fosse spirato - tecnicamente per edema polmonare, rivelerà l’autopsia - Paolo aveva caricato il corpo senza vita sulla sua Fiat Tipo ed era arrivato al rifugio “Le Maccherie”, a Piandelagotti di Frassinoro, sul Passo del Giovarello, nell’Appennino tosco-emiliano, a quota 1660 metri, a 75 chilometri di distanza dalla canonica di via Santissima consolata 135, inscenando l’impiccagione (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano torinese “La Stampa” del 29 luglio di quel 1992).
Poi voleva anche lui togliersi la vita, ma non c’era riuscito. Infatti anche lui s’era narcotizzato con lo stesso farmaco a base di ketamina cloridrato che s’era rivelato letale per l’amico per non avvertire l’arrivo della morte. E il cappio s’era sfilato dal collo. Quindi ci aveva riprovato col gas di scarico, ma il tentativo era andato ugualmente a vuoto. Quindi aveva cercato di fuggire. Verrà fermato, il giorno dopo, alla stazione di Castelnuovo di Garfagnana mentre sarà in procinto di salire sul treno diretto a Savona, dopo aver trascorso la notte in un albergo a Civago di Villa Minozzo. Poi, nella stazione dei carabinieri di Frassinoro confesserà l’accaduto al magistrato Marinella De Simone. Il killer, in primo grado, il 25 maggio 1993, verrà condannato a 9 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, violenza carnale e vilipendio di cadavere, come riporterà il “Corriere della Sera” del giorno dopo.
Il 22 gennaio 2002, a Sassuolo, verrà istituita la fondazione “Incendo”, in memoria di Claudio, che otterrà il riconoscimento giuridico il 25 agosto 2002. Avrà come obiettivi la promozione dell’integrazione delle persone nella società e la formazione di cittadini più consapevoli. Secondo i principi della dottrina sociale della Chiesa cattolica. Il nome, in latino “far ardere”, trarrà ispirazione dalla lettera 368 di Santa Caterina da Siena ripresa, da Papa Giovanni Paolo II, nella frase «Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo», nella Giornata mondiale della gioventù, il 20 agosto 2000, a Tor Vergata. Il delitto Costi verrà raccontato nelle pagine 340 e 341 del volume di Alessandro Riva e Lorenzo Viganò “365 delitti. Uno al giorno”, che sarà pubblicato dalla casa editrice milanese Baldini & Castoldi nel 1998.
