Calcio in streaming, rivoluzione troppo “lenta”

20 Agosto 2018

Proteste per la visione su Dazn anche con Sassuolo-Inter. E i pirati della truffa sono in agguato

Va a rilento la nuova dimensione del calcio via internet della piattaforma Dazn, che ha comprato parte dei diritti tv per trasmettere le gare di serie A (114 in tutto, per il resto c’è Sky). E l’illuminato volto di Diletta Leotta non basta a disinnescare le polemiche di quei tifosi che sabato con Lazio-Napoli e ieri con Sassuolo-Inter hanno assistito a un debutto più scuro che chiaro. Chi ha scelto la visione da computer, tablet o telefonini – con SkyQ sarà possibile solo da metà settembre – ha protestato per la qualità dello streaming, lento e con interruzioni: video improvvisamente nero, immagine che si blocca come se fosse piratata e qualità generale che passa da Super Hd a estremamente bassa. Pare che a scatenare i problemi siano stati gli affaticamenti dei server.
Dazn ha parlato però di «storico successo» in considerazione del record internazionale di accessi, evidenziando che la maggior parte degli intoppi si è avuta proprio per il boom di collegamenti. Corsa favorita dal mese di prova gratuita. La piattaforma, inondata da critiche social, assicura che tutto verrà risolto, anche se la pessima replica di ieri non incoraggia. «Abbiamo riscontrato un rilevante incremento degli accessi a ridosso del calcio d’inizio», spiegano da Dazn, «alcuni utenti hanno registrato interruzioni. Siamo prontamente intervenuti». Tifosi tranquillizzati? Per ora no, e non in quelle zone d’Italia dove un servizio internet efficiente è un sogno. Ma più complicato, per la piattaforma che intende rivoluzionare la visione del calcio e per le tv in genere, sarà contrastare i signori della truffa. Quelli che si sono subito attrezzati proponendo un sistema di contraffazione che permette di bypassare i regolari contratti in abbonamento. A Napoli lo chiamano “il pezzotto”, metodo fuorilegge che consente accessi pirata a Sky, Mediaset e Dazn. Da 10 a 15 euro al mese per un abbonamento “tutto compreso”. Anche i guai. Dietro l’apparente servizio a buon mercato si nasconde la trappola che finisce per innescare una lunga serie di reati previsti dal codice penale e puniti duramente. E su questo fenomeno, dietro il quale non si esclude l’azione della camorra, vigila da settimane la Guardia di finanza. E chi è tentato dalla truffa sappia che è compresa anche la pessima qualità dei video, col rischio in agguato di vedersi interrotto sul più bello un guizzo di CR7, uno più veloce dello streaming.
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