Calcio sporco, anche Arbotti non risponde al gip

L'agente della Fifa accusato di aver contattato i giocatori per truccare le partite del Catania, come Delli Carri non risponde alle domande del giudice di Larino
CAMPOBASSO. L’avvocato Fernando Arbotti si è avvalso della falcoltà di non rispondere davanti al Gip del tribunale di Larino (Campobasso). E, quindi, resta agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della procura di Catania che ha portato agli arresti di diversi personaggi del mondo del calcio tra cui l’ormai ex presidente siciliano Antonino Pulvirenti e l'ex ds Daniele Delli Carri. L’agente Fifa Arbotti è accusato di far parte della catena operativa che mirava a truccare le partite giocate dal Catania nel girone di ritorno dell’ultimo campionato di serie B. Arbotti avrebbe pensato a individuare i giocatori delle squadre avversarie per poi corromperli con dazioni di denaro provenienti dal gestore di sale di scommesse Impellizzeri, anche lui agli arresti. L’avvocato molisano, ai domiciliari nell’abitazione di Termoli, è rimasto pochi minuti davanti al Gip di Larino, il tempo di manifestare la volontà di non rispondere alle domande. Una linea seguita anche dall’ex ds del Catania Daniele Delli Carri a Chieti. “La scelta di Arbotti è tecnica”, ha detto l’avvocato Angelo Sbrocca, sindaco di Termoli, che lo difende, “vogliamo approfondire la lettura degli atti e comunque c’è l’intenzione di difendersi dalle accuse”.

