Calcio sporco, Teramo pronto a difendersi davanti ai magistrati

15 Giugno 2015

Mercoledì il ds Di Giuseppe e venerdì il patron Campitelli saranno ascoltati dalla Procura di Catanzaro. Mercato: attesa per oggi la firma di Bartolomei

TERAMO. Inizia una settimana importante in casa Teramo. L'inchiesta sulla presunta combine della gara di Savona dello scorso 2 maggio passa alla fase degli interrogatori. Mercoledì toccherà al direttore sportivo Marcello Di Giuseppe (difeso dall'avvocato Libera D'Amelio) presentarsi a Catanzaro mentre venerdì sarà la volta del presidente Luciano Campitelli (al suo fianco l'avvocato romano Renato Borzone).

La tifoseria biancorossa attende il corso degli eventi con il fiato sospeso. Se da un lato c'è fiducia nella società (Campitelli ha già ribadito più volte la sua estraneità alla vicenda), dall'altra c'è la paura di perdere la serie B e mandare in fumo un sogno inseguito per 102 anni. È prematuro fare previsioni su cosa rischia il Teramo. Al momento si può soltanto ragionare per ipotesi.

È chiaro che se il processo sportivo dovesse concludersi a stagione iniziata, la società biancorossa (se ritenuta colpevole) potrebbe incappare, strada facendo, in punti di penalizzazione, ma almeno sarebbe ai nastri di partenza della B.

Gli scenari cambierebbero se il processo si concludesse prima dell'avvio del campionato. E in tal caso, se i fatti contestati dalla procura di Catanzaro dovessero trovare riscontri, il Teramo rischierebbe davvero grosso.

Si va dalla pena più "lieve", cioè una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di B per responsabilità oggettiva (se il presidente Luciano Campitelli non avesse avuto un ruolo attivo nella vicenda), alla pena più grande, cioè la retrocessione all'ultimo posto nel campionato appena concluso (e conseguente ripartenza dalla D), passando attraverso la perdita del titolo acquisito (si resterebbe in Lega Pro) nel caso di responsabilità diretta del Teramo (ruolo attivo di Campitelli). Tutto questo senza che l'illecito sia stato consumato per forza: alla giustizia sportiva basta e avanza il tentativo per condannare. La priorità della difesa, pertanto, è quella di tenere fuori dalla vicenda il presidente Campitelli, il cui coinvolgimento diretto, essendo il legale rappresentante della società, condannerebbe inevitabilmente il Teramo a pene severe.

Il mercato. Sul fronte-sportivo, intanto, l'attività del Teramo è ripresa a gran ritmo dallo scorso fine settimana. La società, nonostante l'inchiesta in corso e la delicatezza del momento, lavora in vista della serie B ed è pronta ad annunciare il primo colpo di mercato.

Oggi è prevista la firma del 25enne centrocampista del Pontedera Paolo Bartolomei, da tempo nel mirino del ds Di Giuseppe. Prima che scoppiasse il polverone su Savona- Teramo, erano stati accostati ai biancorossi anche i nomi del centrocampista Alessandro Comentale ('95), di scuola Torino; dell'attaccante Ernesto Torregrossa ('92), del Crotone, e dei difensori Michele Rigione ('91), ex Catanzaro e attualmente svincolato, Alessandro Ligi ('89), di proprietà del Bari, e Leonardo Terigi ('91), dell'Alessandria.

Sul fronte-Lapadula, c'è il rischio che si possa scatenare un'asta: l'attaccante torinese di proprietà del Parma piace a diverse squadre di serie A (Sampdoria, Torino, Frosinone, Empoli e Chievo) ma il Teramo, soprattutto se dovessero arrivare notizie confortanti dall'inchiesta di Catanzaro, nutre ancora speranze di trattenerlo.

Gaetano Lombardino

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