Caldarelli a tutto gas: «Io, i motori e il Giappone Vi svelo il mondo della F1»

22 Febbraio 2018

Il 28enne si racconta: «Ho provato Toyota e Ferrari e ho sfiorato il Circus Felice della Lamborghini, prendo 200 aerei l’anno e mi manca Pescara»

PESCARA. Lo hanno da sempre indicato come un talento allo stato puro. L’Abruzzo è storicamente terra di motori e di grande tradizione per quanto riguarda le quattro ruote. Da Juan Manuel Fangio, nato in Argentina da genitori abruzzesi, passando per Gabriele Tarquini, Jarno Trulli e Tonio Liuzzi. Tutti piloti “made in Abruzzo”, che hanno scritto pagine importanti del mondo dei motori. Da tempo c’è anche Andrea Caldarelli, pescarese, classe 1990, che da oltre 13 anni sta facendo parlare di sé a livello internazionale. Il pilota cresciuto a San Giovanni Teatino ha corso in tanti campionati come Fomula 2.0, Formula 3, Gp2, Gp3, Formula Nippon, Formula Gt e Super Formula.
Ha vissuto per quasi due lustri a Tokyo, in Giappone, parla quattro lingue e attualmente è il pilota ufficiale della Lamborghini nel campionato Europeo GT3. Una carriera scintillante, la sua, nonostante la giovane età. «È il sogno che rincorrevo fin da bambino», racconta Andrea Caldarelli, che attualmente fa la spola tra Pescara e Montecarlo. «Qui, purtroppo, torno pochissimo», dice al Centro il pilota pescarese, che alle spalle vanta anche un passato nel mondo della Formula 1. Il pescarese, infatti, è il più giovane italiano ad essere mai salito su una monoposto della massima Formula. «È avvenuto nel gennaio 2008», racconta il diretto interessato, che dal 2007 fino a pochi giorni fa è stato punta di diamante della Toyota, «quando mi hanno chiamato come controfigura dei piloti ufficiali per realizzare un video promozionale alla presentazione di Valencia». Andrea, però, ha svolto dei test aerodinamici per un team di Formula 1 alla tenera età di 17 anni e 11 mesi, record tutt’ora imbattuto da un pilota italiano. Tuttavia questo test è rimasto segreto sino al ritiro del costruttore giapponese nel 2009, per ragioni contrattuali. «Sono stato test driver della Toyota per diverso tempo e nel mese di dicembre 2008, ho svolto dei test», insieme ai piloti ufficiali Timo Glock e Jarno Trulli sul circuito di Al Sakhir, in Bahrain. «È stata una roba fantastica». Proprio grazie a questi risultati, Andrea Caldarelli, nel 2009, stava per fare il grande salto. «Con la promozione a pilota ufficiale di Kamui Kobayashi, io ero candidato a ricoprire il ruolo di tester per il 2010. A novembre 2009 però, la Toyota ha deciso di ritirarsi dalla Formula 1», racconta il 28enne figlio d’arte. «Mio padre, Vitaliano, correva nel campionato italiano ed è stato lui a trasmettermi questa passione». Dopo la Toyota, è passato alla Lamborghini, nel campionato europeo Gran Turismo. «Sono rientrato in Europa dopo aver vissuto per tanti anni in Giappone» e il debutto stagionale ci sarà ad aprile, sul circuito di Monza. «Il passato in Formula 1? Non ho rimpianti e mi godo quello che faccio. In Lamborghini sto benissimo e devo ringraziare questo team per la fiducia che mi ha dato». La vita di Caldarelli non è semplice. «Corro circa 22 gare in ogni stagione, prendo quasi 200 aerei, mi alleno tutti i giorni, seguo una dieta specifica e sto via da Pescara per tanto tempo. Dell’Abruzzo mi è rimasto il dialetto e la nostalgia di casa è tanta», racconta il cognato di Tonio Liuzi, ex pilota di F1. «Ha sposato mia sorella, ma non per merito mio», sorride, Andrea, che fa fatica a parlare del circus della Formula 1: «È un mondo a parte. Ultimamente faccio fatica a seguire una gara dall’inizio alla fine. La F1 degli ultimi anni mi annoia». Delle sue esperienze nel circus si porta dietro una grande amicizia. «Sono molto legato a Daniel Ricciardo», pilota della Red Bull. «Si sentiamo spesso», racconta. «Siam stati ance rivali nella Formula Renault 2.0. E’ una persona vera, cosa rara nel mondo dei motori». Andrea, oltre a correre, gestisce un team, che partecipa al campionato di Gt3. «Il team si chiama FFF Racing. È un nuovo progetto partito nel 2014 grazie anche a un imprenditore cinese. Mi diverto e mi piace molto come avventura».
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