Campagnaro: guai a farsi prendere dallo sconforto, bisogna avere entusiasmo

L’argentino protagonista della salvezza di agosto ora allena l’under 17 «A Oddo serve solo tempo, non ha mai avuto la squadra al completo»
PESCARA. Non ha mai pensato al ritorno in campo, anche se… nel Pescara attuale non sfigurerebbe affatto. A breve Hugo Campagnaro prenderà il patentino da allenatore e inizierà ufficialmente la carriera sulla panchina dell’under 17 biancazzurra. A distanza di poco più di due mesi dall’addio al calcio giocato, l’ex difensore del Delfino non ha smesso di pensare ai suoi ex compagni. «Mi dispiace molto, è un periodo sfortunato», dice il 40enne argentino, «ora bisogna dimenticare le partite precedenti e voltare pagina. Contro Chievo ed Empoli la squadra ha tenuto bene il campo, in altre gare ha sofferto troppo, è mancata l’incisività in attacco e sono stati presi gol evitabili. Disperarsi non serve, invito i ragazzi a non mollare, prima o poi il lavoro darà i suoi i frutti».
A causa del ruolino pessimo Massimo Oddo è finito nel mirino della critica. «Ho fiducia in lui, per me è un fenomeno, uno dei migliori tecnici che ho avuto. È diretto nei rapporti, sa stimolare il gruppo e allena con entusiasmo. Non mi aspettavo un inizio così problematico, di sicuro il cammino è stato condizionato dagli infortuni, in particolare in attacco con le contemporanee defezioni di Asencio e Ceter che sono fondamentali».
Un solo punto in 5 match, 4 ko consecutivi e all’orizzonte un calendario che non promette nulla di buono: lunedì a Lecce, domenica Cittadella in casa e, dopo la sosta, Spal in trasferta. «Sono avversari forti, ma si possono battere, in B si può vincere contro chiunque. Basterebbe una vittoria per rendere la classifica meno preoccupante, l’importante è affrontare i prossimi impegni con grinta e concentrazione. Un consiglio? No, Oddo sa cosa fare, ha già accumulato una discreta esperienza. Dico solo di non perdere l’entusiasmo, c’è la possibilità di recuperare il terreno perduto. Gli serve solo un po’ di tempo perché la squadra finora non è mai stata al 100%, con la rosa al completo il Delfino potrà disputare un campionato tranquillo».
Domani al Via del Mare l’allenatore riproporrà la difesa a tre per avere maggiore compattezza. «Quando i risultati non sono confortanti si provano soluzioni diverse e spesso si utilizza un nuovo modulo. In ogni caso, alla fase difensiva devono partecipare tutti, non è giusto addossare colpe solo ai difensori».
Giudizio condivisibile, anche se Oddo farebbe carte false per avere uno come lui al centro della retroguardia. Nel 2015-16, annata della promozione in serie A, Campagnaro disputò 17 partite (13 nella regular season e 4 ai play off) e con lui in campo il Delfino ebbe un ruolino incredibile: 14 vittorie, 2 pareggi e un solo ko. E lo scorso agosto, nei play out contro il Perugia di Oddo, la sua presenza è stata determinante per la salvezza. «Avrei potuto aiutare di più la squadra se non mi fossi fatto male, per questo motivo ho deciso di smettere, nonostante la voglia matta di continuare a giocare. Vorrà dire che mi divertirò nel torneo Uisp. Bocchetti mio erede? All’inizio era in ritardo di condizione, ma a breve sarà un punto di riferimento, è forte e ha tanta esperienza». Infine, la preoccupazione per la seconda ondata del virus. «Spero in un calo dei contagi. Nel mio paese, Coronel Baigorria, la situazione non è semplice, su 1.500 abitanti ci sono stati 50 casi e 3 morti. Dobbiamo stare attenti e rispettare le prescrizioni». (g.t.)
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