Campionato a 19 o a 22 club, oggi la sentenza

7 Settembre 2018

Il Collegio di garanzia decide: sperano Catania, Novara, Pro Vercelli, Siena, Ternana e Virtus Entella

Il Collegio di garanzia del Coni è atteso oggi ad un esame disgiunto ma funzionalmente connesso di vari ricorsi tutti incentrati, a vario titolo, sul campionato di serie B. Questo, di fatto, verificherà la legittimità o meno della previsione – risalente al 13 agosto con il decisivo intervento del commissario Figc Fabbricini – di un organico a 19 club (invece di 22) per la sola stagione 2018-19.
All’attenzione del Collegio, saranno tre diversi provvedimenti emessi da tre soggetti diversi ma tutti collegati e conseguenti: a) Ternana, Siena e Pro Vercelli si oppongono alla decisione con cui la Corte federale, in conferma di analogo provvedimento del Tfn, ha annullato, su ricorso del Novara, la preclusione al ripescaggio a carico di club sanzionati per illecito amministrativo; b) Ternana e Pro Vercelli si oppongono alle delibera con cui la Lega B ha pubblicato il calendario di categoria e contestano alla medesima Lega di non aver prodotto le certificazioni loro dovute ai fini del ripescaggio; c) Ternana e Pro Vercelli sono ancora contro le delibere con cui il commissario Figc ha reso possibile il campionato di B a 19 squadre.
Sono presenti a vario titolo come proponenti, co-interessate e resistenti, ben 6 squadre: oltre a Catania (che proprio ieri ha denunciato per abuso d’ufficio il commissario Fabbricini), Novara, Pro Vercelli, Siena e Ternana c’è anche la Virtus Entella, oggi spettatore interessato, in virtù di un autonomo ricorso teso a far imputare alla scorsa anziché alla corrente stagione al Cesena (oggi fallito ed escluso) – per prenderne il posto - i 15 punti di penalizzazione rimediati per il caso-plusvalenze in cui è coinvolto il Chievo. Il focus è tutto incentrato comunque nelle delibere 48 e 49 del 13 luglio con cui il commissario Figc ha annullato le procedure di ripescaggio il cui iter era già stato completato e di conseguenza ha consentito alla serie B di non integrare le tre squadre mancanti, senza peraltro prevedere il riequilibrio da 19 a 22 l’anno successivo.
Certamente risentendo delle forti tensioni e delle contingenze interne alla Figc, l’intervento del commissario (tra l’altro non “vidimato” dal segretario generale come prassi) ha lasciato aperti diversi “varchi” entro cui le ricorrenti faranno forza per provare a scardinarne gli effetti.
Al netto dei presupposti tutt’altro che granitici del “rischio del possibile andirivieni dei partecipanti” e della decisione che “non incide nell’organizzazione degli altri campionati professionistici”(e la serie C e la D allora?), la vera battaglia sarà sulle modalità di variazione e disapplicazione delle norme inerenti. Centrale sarà il vaglio di legittimità in considerazione del fatto che sono rimasti vigenti – e quindi sono stati di fatto disapplicati – tanto la previsione del format delle B a 22 (art. 49.1.a) che l’obbligo delle due stagioni di vacanza per l’effettività (art. 50.2). Su questo potrebbe pesare come un macigno il precedente giurisprudenziale con cui, in un caso perfettamente sovrapponibile, il Collegio aveva negato cambi di format.
Un precedente che, forse non a caso, lo stesso presidente Frattini ha richiamato in diverse ordinanze. Nel quadro della salvaguardia della “certezza delle norme” vanno inoltre considerati i diritti acquisiti dai quei club che hanno partecipato ad un “bando” poi cancellato al momento dell’esecuzione, un vulnus che potrebbe facilmente aprire la porta ad ulteriori e dirompenti interventi della magistratura amministrativa statale.
Nulla sembra scontato ma, al netto dello scoglio di ammissibilità, le istanze possono proporre numerosi e forti elementi in grado di ribaltare il quadro di riferimento. Va, infine, ritenuto quasi scontato che – evitando altri ricorsi ed indiscriminate ammissioni in sovrannumero (fino a 24/25) – in caso di accoglimento, potrebbe essere lo stesso Collegio ad ordinare alla Figc di pubblicare la graduatoria dei ripescaggi (tre squadre) e alla Lega di B di rimodulare i calendari. Ma il tutto potrebbe non finire oggi (la sentenza del Collegio di garanzia è attesa in serata), perché per gli scontenti ci sarebbero sempre Tar e Consiglio di Stato.
* direttore sportivo
e specialista in diritto
ed economia dello sport
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