Campitelli: assaporavo già la vittoria

Il presidente: «Una vera beffa». Nofri: il gruppo mi è piaciuto. E poi Sansovini...
SANTARCANGELO. La faccia del patron del Teramo Luciano Campitelli è quella di una persona alla quale viene sfilata una pietanza invitante da sotto al naso quando ormai aveva l’acquolina in bocca. Il rammarico è tangibile, in volto come nelle parole.
«Alla vigilia di questa partita avrei firmato per un pari», ammette Campitelli, «però poi per come sono andate le cose… Sono veramente dispiaciuto. Alla fine prendere un gol così, quando la palla ce l’avevamo noi, dispiace tanto a noi, ai tifosi e ai giocatori. Non mi aspettavo che il Santarcangelo pareggiasse».
Il massimo dirigente si rende conto che i suoi hanno gettato al vento due punti ormai in cassaforte, ma rimane lucido per l’analisi della stessa gara: «La partita? Eravamo forse più concentrati, c’era la voglia da parte dei ragazzi di farsi notare dal nuovo mister. Ho visto un buon Teramo, speriamo sabato possa arrivare la prima vittoria. E sabato sicuramente la vinceremo».
Non possono che essere analoghe le sensazioni del neo tecnico biancorosso Federico Nofri: «Sono soddisfatto e rammaricato al tempo stesso. Credo che la squadra abbia disputato una buona gara e, nonostante il gol subìto al 90’, frutto di un’ingenuità pagata a caro prezzo, abbia offerto una prestazione confortante. Abbiamo sofferto, anche per via del fatto che ho dovuto impiegare alcuni giocatori fuori ruolo, poi però nel secondo tempo ho apportato alcune modifiche, grazie alle quali penso avremmo meritato di vincere. E lo dico senza nulla togliere al Santarcangelo, che ha disputato la sua onesta gara».
Il riferimento è all’inserimento di Capitanio in difesa, con conseguente passaggio al 3-5-2. «Con questo cambio ci siamo messi a specchio, pareggiando i loro riferimenti. In questo modo siamo riusciti a sviluppare un miglior palleggio». Il 4-4-2 iniziale aveva invece lo scopo di attaccare il Santarcangelo in ampiezza per sfruttare la superiorità numerica sulle fasce, anche se, con gli esterni alti e le due punte sulla stessa altezza della difesa avversaria da un lato, e i 4 dietro più i due centrocampisti a gestire l’uscita palla, è sembrato mancare un raccordo nel secondo terzo di campo. «Siamo mancati sugli esterni, ossia la situazione in cui potevamo più dare fastidio: Forte non è un esterno, in più i terzini non sono riusciti a creare un 2 contro 1. Di conseguenza abbiamo fatto fatica a saltare l’uomo, e cambiare è stato inevitabile». Sull’approccio della sua squadra al match, Nofri svela un retroscena: «Ero curioso della risposta dei ragazzi, in primis di Sansovini, per qualità ed esperienza una pietra miliare. Mi è piaciuta la partecipazione del gruppo, dobbiamo continuare su questa strada. La preparazione all’incontro? Avendo avuto solo due giorni in alcune scelte sono andato ad intuito. Chiaramente dovremo avere in futuro più situazioni per sviluppare la fase offensiva». Marco Sansovini, al secondo centro stagionale, si sforza di guardare il bicchiere mezzo pieno, e dall’alto della sua esperienza dispensa positività: «Ottima prova di carattere, dopo le pesanti quanto giuste critiche ricevute», le parole dell’attaccante, «bravo il nuovo tecnico a darci subito i giusti dettami, fermo restando che il precedente allenatore aveva svolto un buon lavoro. Siamo stati toccati nell’orgoglio: mi aspettavo una partita di nervi e così è stato».

