Candeloro pensa di lasciare il calcio Salta la trattativa con il Pescara?

27 Marzo 2018

PESCARA. Sembrava un progetto in dirittura d’arrivo, invece c’è il serio rischio di un clamoroso naufragio della trattativa. Il riferimento è ai recenti contatti, sempre più intensi, tra il...

PESCARA. Sembrava un progetto in dirittura d’arrivo, invece c’è il serio rischio di un clamoroso naufragio della trattativa. Il riferimento è ai recenti contatti, sempre più intensi, tra il presidente del Pescara Daniele Sebastiani e il patron del Francavilla Gilberto Candeloro, che negli ultimi mesi si sono incontrati varie volte per definire una collaborazione tra più club (oltre al Delfino e ai giallorossi, il Lugano e il Pineto) ed eventualmente un ingresso nel sodalizio biancazzurro del facoltoso imprenditore frentano. Tuttavia, quello che è accaduto ieri potrebbe provocare una brusca frenata, se non addirittura l’interruzione definitiva dei contatti. L’indizio arriva dal botta e risposta su Facebook tra gli ultrà del Francavilla e Candeloro. Sulla pagina “Curva Sud Francavilla al Mare”, giovedì scorso, i tifosi giallorossi hanno diffuso un comunicato per rispondere alle dichiarazioni rese a Rete 8 sport dal patron che è stato ospite della trasmissione sportiva Solo Calcio. Candeloro aveva detto che a Francavilla non ci sono gli ultrà definendo la piazza tranquilla e libera da pressioni. Frasi a cui gli ultrà giallorossi hanno replicato con fermezza. «Possiamo capire la poca esperienza come presidente, ma così non andiamo bene», si legge sulla nota firmata dai diffidati della curva Sud, «le parole possono fare male a chi vive tutti i giorni per la propria squadra del cuore, anche se fosse da solo, anche se fossero in 1000, ma il tifoso, l'ultras, il cittadino, meritano rispetto... Stiamo attraversando il periodo peggiore della nostra esistenza poiché dopo due episodi non abbiamo più possibilità di stare sui gradoni, ma dobbiamo firmare in caserma. E solo con forze stiamo ripartendo dalle ceneri di una tifoseria decimata dalle numerose diffide senza chiedere pullman gratis, biglietti, soldi per coreografie... Ecco perché tanta gente non c’è, perché qui non permettiamo a nessuno di fare il “magna magna” con la società ed è per questo che lavorate senza pressione...».
Ieri pomeriggio Candeloro ha risposto al comunicato. «Ragazzi, capisco che criticare è più semplice che fare ma, ogni tanto, guardate almeno quello che è stato costruito in questi mesi... Oggi (domenica, ndr) ho anche dovuto affrontare becere contestazioni provenienti dal vostro settore... Per il mio livello di sopportazione è un po’ troppo. Sono d’accordo con voi sul fatto che la città sia proprietaria della squadra. Quindi, quando volete, non avete che da chiedermi le chiavi e ve le restituisco... E attenzione», ed è questo il passaggio più significativo, «non per andare a fare calcio su un’altra piazza ma, semplicemente, per allontanarmi da questo mondo che non mi appartiene e che non sa cosa siano il rispetto e la riconoscenza». Dunque, Candeloro non ha gradito le rimostranze e ha minacciato di uscire dal mondo del pallone. Addio Pescara?(g.t.)
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