Cantagalli: «Ortona è il mio trampolino»

7 Novembre 2020

Il figlio d’arte: «Per arrivare in Superlega devo fare bene qui» 

ORTONA. Si gioca, Sieco Impavida Ortona-Emma Villas Siena si disputerà regolarmente domani alle ore 18. Il giro di tamponi effettuato dalle due squadre ha dato esito negativo, quindi nella falcidiata serie A2 di pallavolo maschile l’incontro di Ortona non è in discussione. Si giocherà a porte chiuse e sarà un’occasione per verificare le potenzialità della squadra di Nunzio Lanci a punteggio pieno dopo due gare, ma costretta a rinviare la trasferta di domenica scorsa a Bergamo causa Covid-19. «Di certo, sarà una sfida totalmente diversa da quelle che abbiamo sin qui vinto», sostiene Diego Cantagalli, opposto della Sieco protagonista di un ottimo avvio di stagione nonostante i suoi 21 anni. «Dobbiamo essere preparati a una partita di grande sofferenza visto lo spessore tecnico dei nostri avversari accreditati di un campionato di vertice». Cantagalli è alla prima stagione a Ortona, è arrivato in estate dall’esperienza di Brugherio, in A3. Porta sulle spalle un cognome importante nel mondo della pallavolo: è il figlio di Luca “Bazooka” Cantagalli, uno dei protagonisti della Generazione di fenomeni che, con la maglia azzurra, ha vinto tutto o quasi nel mondo e che oggi è nello staff tecnico di Modena. «Sono orgoglioso di papà», chiarisce, «ma per me il suo passato ad alti livelli non è un peso. Piuttosto uno stimolo, una molla che mi spinge a fare sempre meglio. Di pallavolo parliamo poco a casa, il giusto. C’è un normale rapporto tra padre e figlio. Poi, chiaramente, ci sono le immagini del passato che testimoniano la forza e il talento di papà. Devo dire che non mi ha mai pressato per fare pallavolo. A 12 anni ho scelto io di passare dal basket al volley». Ortona nelle intenzioni deve essere una tappa del processo di crescita iniziato nella passata stagione a Brugherio dove è stato il miglior realizzatore della A3 con 411 punti fino al momento dello stop per la sospensione dei campionati del marzo scorso. Nella Sieco ha preso il posto del tedesco Marks, una scelta coraggiosa della società che Cantagalli intende ripagare nel tempo. «Sto bene, la città e carina e il club ti fa stare bene. Non ho avuto problemi a entrare nel gruppo e so bene che non è una cosa scontata. Credo di avere un bel feeling con Pedron (il palleggiatore, ndr) e la cosa mi agevola anche in mezzo al campo. Ho iniziato bene e non intendo fermarmi. Ho 21 anni e tanta voglia di migliorarmi. La Superlega? Certo, è il mio traguardo. Ma non sono pronto, devo dimostrare di valere il salto di categoria in campo».
È una stagione anomala, non potrebbe essere altrimenti al tempo del Covid-19. «C’è preoccupazione da parte di tutti», ribatte Diego Cantagalli, «cerchiamo di utilizzare tutte le accortezze del caso, ma poi accade come domenica scorsa che si è giocata una sola partita (quella vinta da Siena contro Lagonegro, ndr). È un po’ frustrante allenarsi tutta la settimana e poi arrivare al sabato e scoprire che il giorno dopo non si giocherà. Così come è strano disputare le partite senza pubblico. Sembrano un allenamento. La presenza del pubblico ti dà carica e grinta; dovremo essere bravi a trovare dentro noi stessi queste peculiarità che servono per conquistare l’intera posta in palio».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA