Caos Chieti, Aielli lascia la panchina: decisione sofferta concordata col club

CHIETI. Gabriele Aielli non è più l'allenatore del Chieti. Ieri pomeriggio la società e il tecnico hanno risolto consensualmente il loro rapporto. Dopo il pareggio con il River 65 e la contestazione...
CHIETI. Gabriele Aielli non è più l'allenatore del Chieti. Ieri pomeriggio la società e il tecnico hanno risolto consensualmente il loro rapporto. Dopo il pareggio con il River 65 e la contestazione dei tifosi, è arrivata la svolta in casa neroverde. Aielli, al quale i tifosi avevano chiesto di dimettersi, ha deciso di non proseguire l'avventura sulla panchina neroverde. «Ho fatto un passo indietro, concordato con la società, per il bene della squadra e della città di Chieti che merita le migliori soddisfazioni», spiega Aielli. «È stata una decisione molto sofferta perché, al di là di tutto, penso che il Chieti si possa giocare ancora le carte per vincere, visto che la squadra è agganciata al treno play off ed è in semifinale di coppa Italia, che rappresenta un'altra via percorribile per andare in serie D».
Aielli lascia il Chieti dopo diciassette mesi, dopo aver vinto il campionato di Promozione. Ora si apre la caccia al successore. Scartate le ipotesi Fabio Montani, Alessandro Lucarelli e Antonio Mecomonaco, tre nomi che circolavano con insistenza in città. L'intenzione della società è quella di prendere un allenatore di fuori regione. Sul fronte societario, il presidente Trevisan resta dimissionario ma andrà avanti nella gestione ordinaria. Resta in società il vice presidente Filippo Di Giovanni, mentre esce di scena il socio Cristian Pollio, che si è completamente defilato. In settimana sono attesi nuovi rinforzi. La priorità è l'attaccante (obiettivo Miccichè) ma arriverà anche un portiere fuoriquota che prenderà il posto di Francesco Cattenari, mandato via per scelta tecnica.
Non meno allegra, a dispetto di una classifica più che positiva, la situazione che si vive in casa del Real Giulianova, altro club con le bocche cucite. Unica eccezione, il patron Luciano Bartolini, che già al termine della gara pareggiata a Sambuceto, aveva spiegato i motivi di tale decisione, legata ad un alterco avvenuto tra un cronista ed il tecnico Piccioni oltre che a qualche commento (ritenuto offensivo) postato da alcuni tifosi giallorossi sulla pagina Facebook ufficiale del club. Di qui, anche la necessità di indire, a breve, una riunione societaria, volta a considerare le successive mosse. Ivi compresa quella, addirittura clamorosa, di riconsiderare il proprio impegno nel club. Bartolini è poi tornato sulla questione, pubblicando sulla pagina social del Real Giulianova un ulteriore comunicato, a suo nome. «A chi si è agitato», questo il testo integrale del post, «in modo sconclusionato e incomprensibile a trovare giustificazioni a comportamenti e atteggiamenti che avrebbero meritato di essere "menzionati" in ben altre sedi, se questa società non avesse avuto chiaro il senso del rispetto e dei valori umani....ricordiamo che la classifica attuale del Real Giulianova....è quella sotto riportata. Riconfermiamo il silenzio stampa adottato fino a data da definire, specificando che la società non intende più rispondere a provocazioni infondate, che hanno il chiaro scopo del "depistaggio mediatico" per far passare in secondo piano il lavoro ed i successi che stanno ottenendo squadra e società a tutti i livelli». Polemiche anche a San Salvo, con il tecnico Stefano Sgherri (domenica sera si parlava di possibili dimissioni) e la società duramente contestati, al termine del ko interno con l'Amiternina, dai pochi tifosi presenti. Che avrebbero chiesto a gran voce il ritorno in panchina di Angelo Suero, sotto la cui gestione i biancazzurri, ora ultimi, avevano conquistato 4 punti in altrettante gare disputate, contro i 4 (in 8 gare) della gestione Sgherri. (g.g. - s.d.c.)
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