Caos Lanciano, domani l’incontro in Comune

Eccellenza, le istituzioni chiedono chiarezza alla società. L’ex difensore Cappelli: «Rimborsi non pagati»
LANCIANO. La resa dei conti è prevista domani. Alle 12, in Comune, è fissato l’incontro tra la società rossonera, l’assessore allo sport Davide Caporale e il sindaco Mario Pupillo. Sul tavolo c’è il futuro del Lanciano. Un futuro denso di nubi, dopo le ultime puntate di una vicenda che diventa sempre più ingarbugliata. Da una parte giocatori, l’ex allenatore Oddi e diversi fornitori accusano la società di non aver tenuto fede agli impegni presi. Dall’altra la dirigenza rilancia annunciando l’apporto degli sponsor e l’ingresso di un socio di Brescia per regolare le varie pendenze e rafforzare la squadra (ieri è stato preso il centrocampista Francesco Marra, classe 1999, ex Monticelli e San Nicolò). Nel mezzo lo scetticismo della tifoseria verso l’attuale società guidata dalla presidentessa Cristina Chiaretti e le dimissioni, prima annunciate e poi respinte dal club, del vicepresidente Claudio Alluni. Dimissioni dovute a una lite avuta con l’assessore Caporale che avrebbe invocato la revoca della concessione dello stadio Biondi.
L’incontro in Comune. Domani è un giorno cruciale. L’amministrazione chiederà ad Alluni e Chiaretti chiarezza sull’attuale situazione societaria del Lanciano in merito alle pendenze con tesserati e fornitori e in merito allo stato dello stadio Biondi, la cui gestione è affidata alla società. La concessione prevede che il Lanciano faccia interventi sul manto erboso e sull’impianto: in caso di inadempimenti, il Comune potrebbe revocare la gestione. «Lanciano merita una grande società e un grande futuro», dice l’assessore Caporale in attesa dell’incontro di domani.
Giocatori in fuga. Dopo Illiano e Cappelli, anche il centrocampista Alessandro Natale vuole andare via. «Ho deciso che la mia stagione travagliata da infiniti interrogativi finisce qua», dice Natale. «La scelta è dipesa dalla mancanza di trasparenza e serietà nella situazione che si è venuta a creare». Anche l’ex difensore Federico Cappelli, andato via a dicembre, racconta di problemi societari. «Il benzinaio non ci ha voluto più far benzina perché aspettava i soldi dalla società», spiega Cappelli. «Anche per la spesa abbiamo avuto problemi, tant’è che prima di tornarcene a casa siamo andati in sede per chiedere un acconto. Quello che ci hanno dato, però, non ci avrebbe consentito di andare avanti. Così mister Oddi ci ha dato dei soldi di tasca propria. Come se non bastasse, l’ultimo giorno di permanenza a Lanciano nel nostro appartamento si è rotta la caldaia e siamo stati costretti a far la doccia allo stadio Biondi».
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