Caos serie B, si resta a 19 Frattini: ho votato contro

Il presidente del collegio di garanzia del Coni: «Ero per un torneo a 22 squadre» Ricorsi inammissibili, ma il Catania presenta un’istanza al Tfn che la discute oggi
PESCARA. Con un colpo a sorpresa (per molti di spugna) il collegio di garanzia dello Sport dichiara «inammissibili» i ricorsi per i ripescaggi in Serie B di Ternana, Pro Vercelli, Siena, Catania, Novara ed Entella. Il presidente Franco Frattini se ne dissocia subito: «Mai nella storia del collegio un presidente aveva votato contro, io l'ho fatto per la prima volta nella mia carriera». «Una pagina brutta, sono rattristato che i colleghi abbiano deciso diversamente», aggiunge poi l’ex ministro su Twitter. Il campionato cadetto può continuare a 19 squadre: «Una sentenza politica», tuonano i club respinti. Si può andare avanti per effetto del blocco ai ripescaggi imposto dalla Lega di B e avallato dal commissario straordinario della Federcalcio, Roberto Fabbricini, uomo di fiducia del presidente del Coni Giovanni Malagò. Sono loro i vincitori, insieme al presidente della Lega B Mauro Balata. Esultano anche il Pescara e gli altri 18 club cadetti che hanno spinto per il nuovo format in cambio di nuovi guadagni. Con meno squadre la ripartizione delle risorse provenienti dalla serie A (la cosiddetta mutualità) e gli introiti derivanti dai diritti audiovisivi, ciascuna società avrà circa 600.000 euro in più rispetto alla passata stagione.
Ma la mossa potrebbe costare caro alla Figc in termini di risarcimenti con i ricorsi al Tar preannunciati dai club estromessi. In ogni caso, contrariamente a quanto si pensava, a livello di giustizia sportiva la partita non è finita. È lo stesso Frattini ad anticipare quella che sembra la strategia di tutte le società rigettate: «Potranno, se lo vorranno, ripartire davanti al Tribunale federale e proporre le stesse contestazioni». E ieri il Catania non ha perso tempo presentando subito l’istanza al Tfn che la discuterà oggi alle 14.
Ore frenetiche. Frattini al termine della riunione spiega le motivazioni dell'inammissibilità: «È stata una decisione presa a maggioranza, per 3-2 con il mio voto contrario. Il campionato continua a 19 così com'è». Anche l'appiglio giuridico trovato dalla maggioranza del collegio lo illustra Frattini, visibilmente deluso in volto: «Io optavo per un campionato a 22 squadre con l'accoglimento dei ricorsi», ha precisato l'ex ministro degli Esteri, senza voler entrare nello specifico su quali squadre avrebbero beneficiato del ripescaggio (sono tutti «improcedibili» per effetto dell'inammissibilità del ricorso principale), poi aggiunge: «Il collegio ha ritenuto di confermare il torneo a 19 con una pronuncia di inammissibilità in cui si dice che sostanzialmente quei ricorsi dovevano essere proposti davanti alla giustizia endofederale, quindi inammissibile per avere sbagliato il giudice a cui andare».
A dissociarsi da tale versione giuridica è lo stesso Frattini, che ben ricorda i tanti precedenti che in passato sono stati esaminati dallo stesso collegio di garanzia. Per prassi, si era sempre passati direttamente per questa via. Ma pure se giuridicamente la decisione avesse un suo fondamento, resta il dubbio sul perché lo stesso collegio abbia rimandato l'udienza al 7 settembre e poi si sia preso cinque giorni di tempo fino a oggi per decidere. «Per me il comunicato 54 (sui criteri di ripescaggio, pubblicato dalla Federcalcio il 30 maggio 2018, ndr) sarebbe rimasto in vigore». Un'implicita indicazione che se si fosse andato avanti secondo la visione di Frattini, le porte si sarebbero aperte per Ternana, Pro Vercelli e Siena.
Di tutt’altro umore Mauro Balata. «Questa è la prima pietra di un cambiamento di un sistema diventato in questi anni insostenibile e incapace di riformarsi», esulta il presidente della Lega B, mentre i dirigenti dei club esclusi dal ripescaggio sono su tutte le furie. «Ci dispiace per i tifosi, faremo la serie C ma cercheremo di toglierci almeno delle soddisfazioni, perché è deplorevole e veramente schifoso ciò che è successo», dice il presidente della Ternana Stefano Bandecchi.

