Capolavoro azzurro Paris d’oro in superG: è il mio anno magico

7 Febbraio 2019

Il sudtirolese si piazza davanti a Clarey e Kriechmayr Sabato punta alla discesa libera e poi alla combinata

AARE (SVEZIA) . Partenza fulminante degli azzurri ai Mondiali di Aare. Dopo lo strepitoso argento di Sofia Goggia è arrivato anche l'oro di Dominik Paris nel superG per l'Italia che, dopo due giorni di competizioni, guida nettamente il medagliere iridato. Un Dominik Paris supergigantesco ha infatti vinto la difficile, spettacolare e molto emozionante gara, precedendo di soli nove centesimi il francese Johann Clarey e l'austriaco Vincent Kriechmayr, che con il tempo di 1.24.29 si sono divisi la medaglia d'argento, lasciando così vuoto il terzo gradino del podio.
All'impresa di Paris hanno fatto da coronamento il quarto splendido posto di Christof Innerhofer, in 1.24.55, e l'ottavo di Mattia Casse. Matteo Marsaglia è invece finito fuori pista dopo una caduta senza danni in un gara interpretata senza risparmio. Aare - dopo il titolo vinto da Patrick Staudacher nel mondiale del 2007 - regala così all'Italia il secondo oro in superG, la disciplina più difficile in assoluto.
È una storia da fiaba quella di Dominik Paris, ragazzo di 29 anni, montanaro e sudtirolese doc che viene dalla val d'Ultimo, la più isolata e tra le più povere dell'Alto Adige, una valle dove Domme, come lo chiamano gli amici, da ragazzino veniva mandato dal padre manovale a guadagnarsi qualche soldo facendo il pastore ed a coltivare il suo carattere nell'isolamento terapeutico delle alte quote.
Ora Domme è sul tetto del mondo, oro iridato, campione di superG. «È davvero una stagione magica per me. Questo oro è arrivato dopo le tre vittorie tra Bormio e Kitzbuehel e gli altri tre podi», ha commentato felice e anche un pò incredulo. E per lui arrivano i complimenti del presidente del Coni, Giovanni Malagò, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Simone Valente. «Sono sceso con il pettorale 3 e dunque tra i primissimi, è un numero che non ti da come riferimento la prova degli altri», racconta la sua gara Paris, «per cui sono andato giù a tutto gas cercando di dare il meglio anche se la visibilità non era perfetta. Al traguardo non ero sicuro al 100% della mia prestazione, soprattutto perchè nella parte finale ho dovuto correggere perdendo velocità. Poi è stata una lunga attesa: ma nessuno è stato più bravo di me».
Con l'oro di superG al collo, per Dominik questi Mondiali non sono però ancor finiti e neppure le sue ambizioni: ha ancora davanti la discesa di sabato e molto probabilmente anche la combinata di lunedì. Lo sci gli ha dato tanto, lo ha trasformato, grazie al suo grande talento, al tanto lavoro, ad un fisico possente di 183 cm per più di 100 kg di peso, ma soprattutto ad un coraggio temerario che lo fa lanciare a velocità folli lungo piste da brividi.
Non è un caso se tra le sue dodici vittorie in coppa del mondo ben tre sono state conquistate sulla massacrante Stelvio di Bormio e addirittura quattro sulla leggendaria e micidiale Streif di Kitzbuehel.
Sono piste su cui non si vince a caso. Paris infatti dà il meglio e si esalta sui pendii più pericolosi e più ripidi e con il fondo ghiacciato su cui gli sci mandano rumori lancinanti.
Lo sci gli ha segnato e cambiato la vita: tappa importante è stata certamente l'argento in discesa i Mondiali di Schladming 2013 insieme alle vittorie di Kitzbuehel.
In mezzo il grande dolore per la scomparsa del fratello in un incidente in moto ma anche la forte passione per la musica: Dominik è un chitarrista ed ha suo complesso hard rock con cui si esibisce soprattutto per tifosi e paesani. E con lo sci e la musica è arrivato anche l'amore per Kristina che nel luglio scorso gli ha regalato il piccolo Niko facendolo diventare papà Domme.
Luca Algeri