Cappelluzzo non ci sta: «Su di me c’era rigore»

27 Gennaio 2018

L’attaccante biancazzurro mastica amaro: «Nel secondo tempo dovevamo fare qualcosa di più»

PESCARA. La striscia si interrompe dopo quattro gare utili che avevano ridato tono alla classifica. La mole di gioco infruttuosa ha generato una sconfitta amara contro un avversario attento in difesa e abile nelle ripartenze. Pierluigi Cappelluzzo è soddisfatto solo per aver partecipato da protagonista in corsa alla gara, ma il risultato non gli va giù. «Purtroppo siamo stati puniti nel primo tempo, quando la squadra stava giocando, da un gol frutto di un episodio; eravamo partiti forte cercando di segnare subito, ed invece ci siamo ritrovati a dover rincorrere gli avversari pur controllando il gioco. Nel secondo tempo potevamo e dovevamo fare certamente qualcosa di più. Alla fine si è fatta sentire anche la stanchezza. È stata una serata storta, ma non c'è da disperarsi, dopo la serie di buoni risultati che l'hanno preceduta».
Il giovane centravanti biancazzurro ha anche un rimpianto per il colpo di testa con il quale ha sfiorato il pareggio. «Ho cercato di fare del mio meglio e sul mio colpo di testa c'è stato un presunto fallo di mano; è stata un'occasione mancata che avrebbe rimesso in carreggiata la gara. Peccato, ma sono certo che riprenderemo subito la corsa».
Il prossimo turno non e' certo agevole per una pronta riscossa. «A Frosinone dovremo certamente fare un'altra gara, giocando senza timori; faremo sicuramente meglio perché lo possiamo, è nelle nostre potenzialità». E sulla sua permanenza a Pescara, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, ritiene che non ci siano dubbi né possibili sorprese. «Non ci sono voci circa una mia partenza, m qui mi trovo bene e cercherò di trovare sempre più spazio», soprattutto dopo la partenza di Ganz. Sul fronte perugino il tecnico Roberto Breda si gode un post partita che ha premiato il gioco della propria squadra, ma soprattutto la propria tattica. «È stata una partita equilibrata; nel primo tempo abbiamo giocato troppo bassi e conseguentemente non siamo stati capaci di fare le ripartenze. Nel secondo tempo le cose sono andate meglio, abbiamo giocato con più qualità e creato occasioni importanti». Per il tecnico umbro vincere all'Adriatico rappresenta un successo di prestigio. «Ottenere la vittoria sul campo del Pescara significa aver fatto una grande partita, contro un avversario che sa applicare un gioco di livello». Ed a chi gli osserva che forse sul gol del raddoppio c'era un presunto fuorigioco, tagli corto. «Per le occasioni avute nel secondo tempo, il gol, del raddoppio lo meritavamo prima». La chiave tattica di questa vittoria si basa essenzialmente su circostanze ben precise. «Abbiamo cercato di bloccare Brugman - che ritengo un giocatore di categoria superiore - e Pettinari, e ci siamo riusciti», come dire che lo spirito del Perugia era principalmente quello di bloccare la principale fonte di gioco ed il cannoniere. «Il nostro Kouan (classe 1999) si è sbloccato con la rete del vantaggio segnata nel primo tempo, e per il resto ha svolto un ottimo lavoro su Brugman riuscendo ad attenuarne le potenzialità. Ma, ripeto, abbiamo giocato una partita di qualità, ed ora è importante non abbassare la guardia tenendo alta la concentrazione per evitare i periodi negativi di cui abbiamo sofferto in passato. Dopo questo risultato, sono fiducioso».
Paolo Toro
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