Castori-Baroni, finale play off in salsa abruzzese

I tecnici di Carpi e Benevento si giocano la promozione dopo gli anni passati tra Lanciano e Pescara
LANCIANO. Il Carpi di Fabrizio Castori contro il Benevento di Marco Baroni: la finale dei play off di Serie B offre uno scontro che fa vibrare le corde dell'emotività dei tifosi di Lanciano. Per la promozione in A uno degli allenatori più amati sfida quello che ha portato il calcio frentano al suo punto più alto. Da un lato Castori, marchigiano classe 1952, che tra il 1998 e il 2003 ha mietuto successi in serie con la società di Ezio Angelucci: C2, scudetto dilettanti, C1, play off per la B.
Castori prova a risalire in A col Carpi dopo la prima storica promozione di due anni fa: la finale di andata c'è domenica 4 giugno alle 20.30 in Emilia; chi sale in paradiso si decide giovedì 8, sempre alle 20.30, a Benevento. Per i giallorossi sarebbe un successo ancor più storico: non sono mai stati in A e sono al debutto in B. Castori e Baroni sono due ex che la piazza rossonera ricorda in modi opposti. Nell'ultima partita del marchigiano sulla panchina del Biondi, la curva sud lo salutò con lo striscione «Quattro anni da condottiero: Fabrizio frentano vero»; in B, una decina d'anni dopo, fu di nuovo tutto un cantare «Uno di noi!». Tutt'altro genere di cori venne intonato dal settore ospiti dell'Adriatico per Baroni che da Lanciano era passato al Pescara: «Uomo di m...» fu il ritornello più gettonato per lui dai lancianesi durante quel Pescara-Virtus Lanciano 2-2. Eppure l'allenatore fiorentino, 11 anni più giovane di Castori, almanacchi alla mano ha portato Lanciano al suo apice: decimo in B con sette turni da capolista solitaria e le luci della ribalta internazionale accese sul Biondi.
La tifoseria però gli addebitò i play off sfuggiti al fotofinish per 2 punti, e mal digerì il repentino approdo al Pescara. Questa scelta maturò in pratica a campionato ancora in corso dopo una breve diatriba con la società sul futuro: i primi pretendenti bussavano alla porta di Baroni, e lui offrì la disponibilità a restare con un organico da play off. Ma la società dei Maio era già ansiosa di ridurre costi e ingaggi: rispose picche e lo invitò a cercar gloria altrove, lasciando il premio salvezza in cambio della fine anticipata del suo biennale.
E così il tecnico andò a coltivare le ambizioni da play off tra Pescara, Novara e Benevento senza sollevare polemiche. Certo, a Lanciano Castori è Castori: ma alla luce di ciò che si è poi rivelata la dirigenza virtussina, magari domenica i lancianesi simpatizzeranno per lui senza accanirsi troppo contro chi, in realtà, quel «uomo di m...» non se lo meritava poi tanto.
Andrea Rapino
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