«Catania in Lega Pro con meno 5 punti»

Richiesta morbida di Palazzi in virtù della collaborazione. Pulvirenti: col calcio ho chiuso
ROMA. Di patteggiamento non si può parlare sul piano giuridico – non è previsto per l’illecito sportivo dal codice di giustizia sportiva – ma di fatto lo è. Un accordo, tra difesa e accusa, che dovrebbe portare il Catania alla retrocessione in Lega Pro con cinque punti di penalizzazione. E’ quanto chiesto dal procuratore federale Stefano Palazzi per gli illeciti attribuiti al Catania nell’inchiesta “I treni del gol”. Sei partite combinate secondo Palazzi, quelle che hanno permesso ai siciliani di tirarsi fuori dalla zona retrocessione nel corso dell’ultima stagione. Una pena morbida, quella chiesta da Palazzi che ha fatto riferimento all’articolo 24 del codice di giustizia sportiva che prevede un premio a chi collabora. E il collaboratore della giustizia sportiva sarebbe Antonino Pulvirenti, l’ex presidente del Catania che ha ammesso di aver dato ordine di comprare le partire. Dopo la richiesta di Palazzi, il Tribunale federale nazionale (la sentenza sarà resa nota prima di Ferragosto, forse già oggi) può accettare la sanzione proposta oppure rigettarla e stabilire in proprio la condanna. «Ho finito con il calcio, ho sbagliato e se tornassi indietro non rifarei quello che ho fatto. Ero stato minacciato di morte, non sono stato abbastanza forte», ha detto Pulvirenti per il quale il questore ha proposto il Daspo. Per l’ex presidente è stata chiesta un’inibizione di cinque anni, sventando quindi la radiazione. Pena morbida che susciterà polemiche. Domenica si era indignato il presidente della Lega di B Andrea Abodi quando era stata prospettata una soluzione del genere. Ma Palazzi, ha spiegato in aula, ha voluto premiare chi collabora in un mondo omertoso come quello del calcio. «Se Pulvirenti non avesse collaborato», ha detto l’avvocato del Catania Eduardo Chiacchio, «probabilmente sarebbe ancora ai domiciliari e il processo non si sarebbe potuto fare. Di conseguenza, il Catania sarebbe ancora in B. Pulvirenti è il primo grande collaboratore della giustizia sportiva». Già, ma Pulvirenti che cosa ha detto oltre a confermare le accuse? Nel deferimento e agli atti ci sono degli omissis, quelli sui quali si concentrerà Palazzi per punire i calciatori che materialmente hanno commesso gli illeciti. E comunque l’ex presidente del Catania ha inguaiato Cosentino, l’ex amministratore delegato che l’avvocato Daniele Piraino ha cercato di difendere in maniera circostanziata. Per Cosentino Palazzi ha chiesto l’inibizione per cinque anni (più la preclusione a chiedere la grazia per altri tre) e 60mila euro di multa. La stessa richiesta per Piero Di Luzio, l’ex dirigente del Pescara molto vicino a Delli Carri, accusato di essere l’esecutore materiale degli illeciti insieme a Fernando Arbotti. Di Luzio non era in aula perché è ai domiciliari e ha rinunciato a farsi rappresentare.
Ai domiciliari c’è anche Arbotti, l’agente di calciatori che, attraverso l’avvocato Luigi Toppeta di Lanciano, ha chiesto e ottenuto lo stralcio della propria posizione per l’impossibilità a difendersi. La stessa cosa aveva fatto in precedenza Daniele Delli Carri, l’ex ds del Catania, anche lui ai domiciliari. La sua posizione era stata “congelata” già in fase istruttoria. (r.c.)
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