Ceccarelli, dalla Lazio al Chieti: «Qui per fare la storia»

9 Ottobre 2024

L’esterno è stato anche nel Monza di Berlusconi: «Felice per il primo gol, voglio vincere il campionato»

CHIETI. Dal Monza di Berlusconi al Chieti di Altair. Con l’obiettivo di vincere il primo campionato della sua carriera: «Sarebbe meraviglioso, spero di riuscirci». L’attaccante Tommaso Ceccarelli, 32 anni, si è già preso il Chieti. Il suo impatto è stato devastante: un rigore procurato ad Ancona, un altro a Senigallia dove ha segnato anche il primo gol in neroverde. E pensare che a Chieti doveva arrivare Marcello Falzerano. Quando la trattativa con l’ex Ascoli è saltata, il ds Ciccone non ha avuto dubbi: prendiamo Ceccarelli. Trattativa lampo per prenderlo dal Picerno (serie C) e convincerlo a scendere nei dilettanti. «La D non l’avevo presa in considerazione», dice Ceccarelli, «a meno che non fosse arrivata una chiamata importante. Chieti è stata la società che mi ha convinto a scendere in D», spiega l’esterno destro, «mi hanno colpito il progetto, la voglia di fare investimenti e raggiungere obiettivi importanti».
Ceccarelli era una promessa. È cresciuto nella Lazio. In biancoceleste 47 gol nelle giovanili. È stato allenatore da Alberto Bollini in Primavera, poi il ritiro con la prima squadra di Eddy Reja e una panchina in serie A. «Anni fantastici», racconta Ceccarelli, «e ricordi bellissimi di un grande campione: Klose. È stato un esempio. Io ero un ragazzino, lui un campione che segnava al Mondiale. Si fermava a darmi consigli. Mi ha insegnato tanto». Altra tappa fondamentale: il Monza di Berlusconi. Ceccarelli è entrato nella storia segnando nella prima vittoria dell’era del Cavaliere alla guida dei brianzoli. «Ricordo ancora la prima partita della sua gestione. C’era la diretta tv. Lui entrò prima negli spogliatoi. La partita iniziò 10’ in ritardo perché lui doveva finire di raccontarci una barzelletta. I tatuaggi? Non gli piacevano. Quando andavamo alle cene con la società, mi mettevo le camicie lunghe per nasconderli». Oltre 300 presenze in serie C tra stagioni esaltanti al Prato (12 gol) e alla Feralpisalò (8 reti e 8 assist), gravi infortuni (a L’Aquila si ruppe due volte il crociato) e scelte sbagliate come quella di andare al Catania nell’anno del fallimento.
Ora il Chieti, primo in classifica. «Bisogna aspettare almeno la fine del girone d’andata. Fa piacere essere primi, ma ora non conta. Sicuramente dobbiamo cavalcare l’entusiasmo. La mia condizione? Sto crescendo partita dopo partita», risponde Ceccarelli, «a Senigallia mi sentivo meglio, ma posso fare di più».
Il ricorso. La vittoria del Chieti a Senigallia, intanto, ha lasciato strascichi. La Vigor ha presentato preannuncio di ricorso per il gol fantasma non convalidato che sarebbe valso il 3-3.
Secondo la società la palla era entrata. Il risultato non è stato ancora omologato come da prassi quando ci sono preannunci di ricorso che spesso cadono nel vuoto. Nessuna preoccupazione per il Chieti, che pensa alla gara di domenica all’Angelini con l’Isernia.
Giammarco Giardini
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