Cervello e geometrie, Valdifiori si prende il Delfino

Il centrocampista sabato sfiderà la sua ex squadra: «Spal da A, ma questo gruppo può andare lontano»
PESCARA. È il software del Pescara. Affidabilità e geometrie in fase di aggiornamento, ma tra sette giorni sarà in campo dall’inizio contro la sua vecchia squadra. Mirko Valdifiori è sicuramente l’uomo di punta del Delfino. Una carriera brillante iniziata da giovanissimo a Cesena e proseguita ad Empoli dopo le parentesi con Pavia e Legnano.
Nel 2008 l’ingresso nel club toscano che dopo sette anni lo ha ceduto al Napoli per 5,5 milioni. Poco prima dell’arrivo in Campania, a marzo 2015, il debutto in Nazionale con Antonio Conte ct nel match contro l’Inghilterra (67’ in campo, poi è stato sostituito da Marco Verratti).
A 34 anni Valdifiori, dopo quasi 120 presenze in A con Empoli, Napoli, Spal e Torino, ha ancora tanti stimoli e con lui in cabina di regia il Pescara sogna di tornare ai vertici della serie B, anche se al momento l’impresa sembra molto ardua. Sabato il centrocampista romagnolo tornerà a Ferrara contro la sua ex squadra, la Spal, in cui ha militato negli ultimi due campionati di serie A. «Affronteremo una squadra forte», racconta Valdifiori. «In rosa ci sono molti giocatori che erano con me l’anno scorso in serie A. La Spal proverà a vincere il campionato».
L’ex playmaker degli estensi, però, sogna il colpo allo stadio Mazza. «Dobbiamo andare a Ferrara con umiltà, mettendo in campo le direttive del nostro allenatore per dare continuità alla vittoria con il Cittadella. I miei ricordi legati alla Spal? Un biennio stupendo, anche se il secondo anno non è andato benissimo. Il ricordo più bello? Sono due, come la vittoria con la Roma in casa e il 2-0 alla Juve. Bellissimi ricordi, certo, ma ora sono molto contento di stare a Pescara e sabato dovrò dare il meglio per fare un “dispetto” ai miei ex compagni e poi salutarli amichevolmente a fine partita». Valdifiori è una pedina fondamentale per lo scacchiere di Oddo per uscire fuori da questo momento difficoltà.
«Se ne esce con il gruppo, cercando di seguire i dettami dell’allenatore. Non siamo partiti bene in campionato, ma abbiamo la fortuna di lavorare un ambiente positivo con la vicinanza dei tifosi e della società. Con il Cittadella si è visto un Pescara diverso e dobbiamo dare continuità a questa vittoria. Fisicamente come sto? Sempre meglio. Quando sono arrivato a Pescara facendo un test sierologico, dato che il tampone era negativo, si è visto che in estate avevo avuto il Covid. Non è stato facile iniziare la preparazione e ho avuto qualche difficoltà che ho superato lavorando con un programma specifico. Lavorerò al massimo per tornare al cento per cento il prima possibile. Sono molto felice di essere qui e cercherò di dare una mano alla squadra per toglierci insieme delle belle soddisfazioni».
Il capitano Vincenzo Fiorillo lo ha già incoronato come uomo-spogliatoio: «Ringrazio Vincenzo per le belle parole e ringrazio tutti i miei compagni per avermi accolto benissimo. Conoscevo alcuni ragazzi e devo dire che ho trovato uno spogliatoio fantastico. Mi sono posto per quello che sono: bisogna lavorare sodo, ma anche creare la giusta alchimia. I grandi risultati si raggiungono sempre con l’unione e con un grande gruppo. Il Pescara è sulla strada giusta per formare un gran bel gruppo. Con i risultati positivi secondo me questa squadra può fare una bella stagione».
(l.d.m.)
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