Cessione del Roseto basket, la tifoseria non ci sta

11 Agosto 2017

Dura presa di posizione degli ultrà della curva Nord. L’associazione “I Love Sharks”: «Serve chiarezza» 

ROSETO. Dopo le dimissioni del presidente Cimorosi che dichiarava di avere acquirenti da fuori regione interessati al titolo sportivo del Roseto basket, e quelle del sindaco Di Girolamo che confermava tutto l’appoggio possibile agli Sharks, sono arrivate le dichiarazioni di Sabatino Quatraccioni, presidente dell’associazione “I Love Roseto Sharks”, che ha dichiarato: «Quelle dimissioni dichiarate a qualche giorno dalla campagna abbonamenti, con il marketing in pieno fermento per trovare sponsor, sono state deleterie: minacciare di vendere il titolo è segno di poca serenità ed irriguardoso nei confronti nostri e di Liofilchem. Noi vogliamo mantenere la pallacanestro a Roseto, aiutando economicamente ed acquisendo progressivamente le quote sociali mediante l’azionariato diffuso: per noi il titolo non è in vendita». Ci sarà un incontro tra i soci: «Già nei giorni scorsi abbiamo formalizzato a Cimorosi e Cianchetti l’ intenzione a partecipare a tavoli tecnici per capire come intervenire anche attraverso l’acquisizione di quote societarie, ma a tutt’oggi nulla ci è stato comunicato: invitiamo i rosetani ad aderire al nostro progetto, per acquisire una percentuale importante della società, ed attivare un processo di avvicendamento e avvicinamento che coinvolga quante più realtà possibili. Auspichiamo chiarezza anche in termini societari, per capire fino in fondo la posizione di entrambi i soci, in quanto una sola delle due quote (49,5%) sommata alla nostra (1%) potrebbe ribaltare l’attuale situazione». Anche i tifosi della curva Nord hanno detto la loro, con un duro comunicato: «Doveva essere un’estate tranquilla, invece ci troviamo nuovamente a fare i conti con un teatrino già visto. Amiamo questa maglia, e nel momento in cui si parla di vendere il titolo, sentiamo che è ora di dire la nostra: per noi il problema non risiede nella gente di Roseto, che ha sempre risposto in maniera positiva, o nelle istituzioni che hanno ben altre priorità da gestire, ma nell’incompetenza di chi amministra e di chi circonda la società. Ci sembra assurdo che la seconda realtà sportiva d’Abruzzo, unica realtà professionistica di basket, non riesca a trovare uno sponsor che dia stabilità economica a un patrimonio sportivo con quasi 70 anni di storia. Probabilmente è giunto il momento che qualcuno si faccia qualche domanda, invece di continuare a cercare dei capri espiatori per nascondere le proprie negligenze».
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.