Ceter è ambizioso: «Vorrei arrivare ai play off»

L’attaccante decisivo per il gioco di Breda: «Serve più cattiveria agonistica per il salto di qualità»
PESCARA. I numeri raramente mentono. In questo caso descrivono alla perfezione la realtà. Il Pescara ha due volti: uno convincente ed efficace, l’altro timido e innocuo. Il primo caso si ha quando Roberto Breda ha la possibilità di schierare Damir Ceter, il secondo nel caso in cui il colombiano non ci sia. Finora il 23enne attaccante in prestito dal Cagliari ha disputato 9 gare da titolare e i biancazzurri hanno raccolto 14 punti (quattro vittorie, due pareggi e tre sconfitte). Con Ceter in campo dal primo minuto la media punti è di 1,55, un ruolino che, proiettato su 17 partite, collocherebbe il Delfino in piena play off (sesto posto a quota 26). Pescara Ceter-dipendente? Forse sì, ma la punta fa spallucce. «Il nostro punto di forza è l’umiltà che si nota in ogni allenamento», commenta Ceter, «tutti i ragazzi sono disponibili nei confronti dell’allenatore e dello staff tecnico». Gli ultimi risultati sono incoraggianti, però manca qualcosa per il definitivo salto di qualità. «A livello mentale non siamo ancora riusciti ad affrontare ogni partita con la necessaria cattiveria agonistica. Questo è un aspetto che dovremo migliorare quando ripartirà il campionato». A Pescara si è ambientato subito. «Mi piace la città, soprattutto il lungomare, purtroppo a causa del Covid esco poco, mi rilasso a casa guardando film e serie tv. I tifosi mi trattano benissimo, quando li incontro per strada ricevo tanti complimenti. E per un calciatore non esiste cosa più bella». Finora il bomber ha messo a segno quattro reti (più tre assist) che hanno fruttato ben 9 punti, ma non è solo questione di gol, piuttosto di caratteristiche. Con la sua prestanza fisica, unita a una discreta tecnica, Ceter riesce a difendere il pallone e a ribaltare l’azione facendo salire la squadra. Nella passata stagione ha militato nel Chievo giocando anche in posizione di esterno offensivo, un ruolo che il colombiano non ama particolarmente. «Preferisco giocare punta centrale, mi piace di più e credo di rendere al meglio in quella zona». Intanto, grazie al successo contro la Reggiana, per la prima volta nel torneo in corso il Pescara è uscito dalla zona retrocessione. Un balzo impensabile fino a qualche settimana fa che ha galvanizzato il gruppo. La strada è lunga, ma i presupposti per scalare ulteriormente la graduatoria non mancano, almeno questo è il pensiero dei biancazzurri. Al termine del match di Reggio Emilia, Vincenzo Fiorillo ha elogiato lo spirito di squadra sottolineando la bontà dell’atteggiamento mostrato nell’ultimo mese e mezzo. «È stato fondamentale per risalire la china», le parole del capitano, «queste vittorie a volte danno uno slancio morale straordinario, però non dobbiamo sentirci appagati». Il messaggio è stato recepito dai compagni, addirittura Ceter si è spinto oltre mostrando una forte convinzione. «Nel nuovo anno mi piacerebbe continuare a giocare con regolarità e realizzare tante reti. Gli attaccanti vivono per il gol e quando riescono a segnare sono felici. Per quanto riguarda la squadra, ovviamente vorrei aiutarla a raggiungere gli obiettivi. Dobbiamo fare di tutto per portarci al più presto in una posizione di classifica più tranquilla, poi penseremo al traguardo successivo. So che sarà difficile, ma in cuor mio spero di arrivare a giocare i play off». L’auspicio è che il fisico regga perché il Pescara non può fare a meno del suo bomber. Senza il colombiano (6 match) o con lui a mezzo servizio (gare contro Pisa e Brescia) il ruolino dei biancazzurri è stato pessimo: sei ko e due pareggi, 2 punti in 8 incontri (media 0,25 a partita). Come detto, nel caso di Ceter i numeri non mentono… (g.t.)
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