«Che beffa agli Europei, il mio sogno è tornare qui»

3 Agosto 2018

La stella del Settebello e della Pro Recco: «Perdere in semifinale contro la Spagna per un errore arbitrale non è stato bello, ma vado avanti e punto a Tokyo 2020»

PESCARA. Due sconfitte beffarde non hanno minato la tenacia e l’ottimismo di Francesco Di Fulvio. L’attaccante pescarese della Pro Recco e del Settebello guarda già ai prossimi obiettivi. Due mesi fa, dopo aver vinto lo scudetto e la coppa Italia, con il club ligure ha perso la finale di Champions League a Genova contro l’Olympiacos, mentre la settimana scorsa con la calottina azzurra ha chiuso l’Europeo al quarto posto. L’Italia è tornata da Barcellona senza una medaglia, ma sul cammino ha pesato come un macigno il clamoroso errore degli arbitri che, sull’8-7 per la Spagna, non hanno assegnato a Figlioli un chiaro gol a 8 secondi dalla sirena che avrebbe portato le squadre ai rigori.
Ora qualche giorno di vacanza alle isole Eolie, poi la stella della pallanuoto italiana sarà attesa da nuove sfide. Il 27 agosto riprenderà la preparazione e l’anno prossimo ritenterà l’assalto alla Champions con la Pro Recco di Ratko Rudic, il 70enne nuovo allenatore dei liguri che diventò ct dell’Italia grazie a Gabriele Pomilio regalando agli azzurri i più grandi successi della storia, tra i quali l'oro olimpico a Barcellona nel 1992, i Mondiali di Roma nel 1994 e gli Europei di Sheffield (1993) e Vienna (1995).
Tra un anno inizieranno anche le qualificazioni per le Olimpiadi di Tokio 2020, l’altro traguardo prestigioso che attende Di Fulvio e i suoi compagni della Nazionale di pallanuoto dopo il bronzo di Rio 2016.
Nel corso di una diretta Facebook, il 25enne svela al Centro i suoi progetti futuri, tra i quali c’è il sogno di giocare nell’ambizioso Pescara della presidentessa Cristiana Marinelli, che quest’anno proverà a tornare nella massima serie.
Di Fulvio, cosa le resta dei campionati Europei?
«Un pizzico di delusione. Ci ha fatto male perdere in quel modo contro la Spagna, però nello sport può succedere. Sbagliano gli atleti e anche gli arbitri possono commettere errori. Non abbiamo fatto polemiche, bisogna fare tesoro di questi episodi e andare avanti. Stavamo disputando un torneo strepitoso, ma quell’episodio ha condizionato il nostro cammino. Alla fine ci siamo sgretolati e abbiamo perso la finale per il 3° posto con la Croazia pagando a caro prezzo un avvio di gara pessimo. Dispiace non aver portato a casa nemmeno il bronzo».
Nel 2020 ci saranno le Olimpiadi. Il pensiero è già rivolto a Tokyo?
«Stiamo lavorando da due anni, ne restano altrettanti per completare il percorso. Gli arrivi in Nazionale di Guillermo Molina (fratello di Francisco, centroboa del Pescara, ndr) e Gonzalo Echenique hanno alzato il tasso tecnico della squadra e andando avanti potremo solo migliorare. Proveremo a disputare una grande Olimpiade e a lottare per la medaglia d’oro. Prima però ci saranno il Mondiale e un altro Europeo, due tornei nei quali vogliamo fare bella figura».
Quattro scudetti e altrettante coppe Italia con la Pro Recco. Manca la Champions League.
«Purtroppo anche quest’anno il trofeo è svanito. E quando Recco non vince la Champions sembra che la stagione sia stata fallimentare. Giocavamo in casa e avevano l’opportunità di vincerla, ma l’Olympiacos è una squadra forte e bisogna farle i complimenti».
Ci riproverete l’anno prossimo con Ratko Rudic in panchina, il mago croato che ha vinto 4 Olimpiadi alla guida tre Nazionali diverse (2 con la Jugoslavia, una con Italia e Croazia).
«Sì, non vedo l’ora di lavorare con lui. Ha vinto tutto ed è uno dei migliori ct della storia. Ringrazio anche Vlado Vujasinovic che mi ha insegnato tanto».
Resterà di sicuro a Recco?
«Ho un contratto per un altro anno e finora non ho ricevuto altre richieste. In Liguria mi trovo bene e in futuro vedremo cosa succederà. Un’esperienza all’estero? Non escludo nulla, attualmente il campionato più competitivo è quello ungherese».
Nel Pescara gioca suo fratello Carlo e c’è un progetto ambizioso che coinvolge gli eroi del Triplete guidati da Amedeo Pomilio.
«Mi auguro che la società riesca a rinverdire i fasti di un tempo e a risvegliare l’entusiasmo dei tifosi. C’è una buona base a disposizione di Malara, che è un allenatore di grande spessore. Sono stati ingaggiati Calcaterra, Molina e il portiere Volarevic, che giocava con me a Recco».
Un giorno le piacerebbe giocare con i biancazzurri?
«Vi confesso che il mio sogno è tornare qui e vincere qualche trofeo importante con la squadra della mia città. Amedeo Pomilio? Ha detto che mi aspetta a Pescara…». (g.t.)
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