Chieti, futuro sempre più a rischio D’Ottavio: è un momento difficile

CHIETI. Prevale il pessimismo. Nonostante la speranza sia sempre quella di evitare la scomparsa della Chieti Basket 1974, a meno di un mese dalla data fissata per l’affiliazione ai campionati la...
CHIETI. Prevale il pessimismo. Nonostante la speranza sia sempre quella di evitare la scomparsa della Chieti Basket 1974, a meno di un mese dalla data fissata per l’affiliazione ai campionati la situazione, in casa biancorossa, appare estremamente difficile. Si cerca di sistemare in qualche modo le questioni economiche pregresse per poi arrivare ad un nuovo assetto societario. Obiettivo attorno al quale sta lavorando da diverso tempo il vicepresidente Filippo D’Ottavio, protagonista, da giocatore, di momenti indimenticabili della storia della pallacanestro cittadina.
«Chieti mi ha dato molto e vorrei davvero dare continuità ad una realtà sicuramente importante come il basket», afferma lo stesso D’Ottavio, «cercando di trovare risorse idonee a superare questo difficile periodo. Ho preso diversi contatti e sono in attesa di risposte». Tra i contatti quelli portati avanti con alcune società della zona che operano a livello giovanile pensando all’allestimento di un organico composto in buona parte da ragazzi promettenti in cerca di valorizzazione attraverso un importante minutaggio. Si è parlato anche di qualche imprenditore disposto ad entrare in società e, magari, anche di tornare a coinvolgere quei soci che, nel frattempo, hanno provveduto a cedere le proprie quote. Assieme allo stesso D’Ottavio è al lavoro il general manager Antonio Garofalo: «Situazione davvero difficile, si cercano accordi, sia con i giocatori sia con altri creditori, per evitare la scomparsa della società. Il tempo stringe e speriamo, nella prossima settimana, di avere qualche novità idonea a sbloccare la situazione».
È l’epilogo di una stagione tormentata nella quale la formazione guidata da coach Daniele Aniello, nonostante quattro punti di penalizzazione in classifica, ha raggiunto la permanenza nel campionato di B nazionale senza far ricorso ai play-out e con due turni di anticipo. Un campionato che, nell’ambito della riforma federale, il prossimo anno vedrà ai nastri di partenza 42 formazioni (sei in più rispetto alla stagione che sta per concludersi) suddivise in due raggruppamenti. Un’autentica maratona, da settembre a giugno, con ben 12 turni infrasettimanali mentre, rispetto allo scorso anno, l’Italia sarà tagliata in orizzontale con un girone nord e uno del centro-sud. Quattro le retrocessioni previste, tre le promozioni: due tramite i play off e l’altra in uno spareggio in gara unica tra le perdenti delle due finali. Comunque difficile fare previsioni sulle sorti del team biancorosso. Su tutto prevale una preoccupazione diffusa e condivisa dal presidente regionale della Fip Francesco Di Girolamo: «Sto ovviamente seguendo l'evolversi della situazione sperando che si possa evitare la scomparsa della società considerando l’importanza, nel panorama cestistico abruzzese, di una piazza come Chieti eventualmente costretta a ripartire, attraverso la costituzione di un nuovo sodalizio, da un torneo a libera partecipazione come quello di Promozione».
Potrebbero essere comunque essere prese in considerazione anche altre soluzioni ma, al momento, non si vedono spiragli circa un nuovo assetto societario. E l'appuntamento con le scadenze si avvicina.
Giuseppe Rendine
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