Chieti medita la rivoluzione Paris rilancia l’Avezzano
Campionato deludente dei neroverdi che hanno già abbandonato i sogni di gloria Il presidente marsicano: «A dicembre tre rinforzi per entrare nei primi cinque»
CHIETI. Se l’obiettivo della società, così come dichiarato più volte dal patron Pomponi, è vincere il campionato, la stagione del Chieti è finora fallimentare. Alla nuova dirigenza va riconosciuto il merito di aver dato continuità al calcio teatino, ma l’errore commesso è stato quello di alzare troppo il tiro e sbandierare ai quattro venti di voler lottare per la Lega Pro, pur sapendo di non averne la forza, potendo contare su un budget inferiore a molte altre società. Non si può pretendere di fare le nozze con i fichi secchi: il Chieti non ha una squadra in grado di vincere il campionato e ha sbagliato il mercato dei fuoriquota, prendendo giocatori alla prima esperienza in D. E così, come successo lo scorso anno, i sogni di gloria dei neroverdi si infrangono già a novembre. La vetta è lontana 13 punti e pensare di colmare il gap con la Sambenedettese è utopia per una squadra che non riesce a vincere due partite di fila. A Scoppito è arrivata l’ennesima prestazione negativa. Pomponi è deluso e prepara la rivoluzione di dicembre. Gli unici intoccabili sono Sbardella, Del Grosso, Dos Santos, Varone e Diop. Gli altri sono tutti in discussione. In uscita ci sono Suriano, Esposito, Gallo, Paletta e i brasiliani Tony, Nairo e Menegussi, spediti come un pacco postale dal “supervisore” Aldair e non all’altezza della serie D. Da valutare anche la posizione di Massimo e Di Nardo, il cui rendimento non è stato pari alle aspettative (troppo lezioso il primo, fuori forma il secondo). «A dicembre faremo le nostre valutazioni», spiega Pomponi, «chi è meritevole rimane, gli altri andranno via. Questa è una squadra senza carattere. Dopo Fano, si è spenta la luce. Mi sono stufato di fare figure di m… in giro per l’Italia». Confermata la fiducia a Ronci. «Che colpe ha? In campo vanno i giocatori. Se la squadra avesse la stessa grinta dell’allenatore, vincerebbe sempre. Mi assumo io tutte le responsabilità». Ma se il Chieti non riesce a decollare, se ha due punti in meno rispetto alla passata stagione e se nelle ultime partite ha deluso sul piano del gioco, le responsabilità sono inevitabilmente anche dell’allenatore. Domani è in programma il secondo turno di Coppa Italia (gara secca): all’Angelini (ore 14,30) arriva il Serpentara, penultimo nel suo girone. Anche l’Avezzano è in crisi. A Montegranaro è arrivata la seconda sconfitta consecutiva. La squadra non vince da oltre un mese ed è precipitata in classifica, ma il presidente Paris conferma il tecnico Lucarelli e lancia la sfida agli scettici. «L’Avezzano finirà la stagione tra le prime cinque», afferma il patron, «in questo momento siamo solo sfortunati perché pecchiamo negli ultimi sedici metri, ma a dicembre arriveranno tre giocatori offensivi. Il nostro è il miglior calcio della categoria».
A Giulianova, il nuovo presidente Vincenzo Serraiocco si sta muovendo sul mercato per rinforzare la squadra. Ieri c’è stata una riunione societaria a Pescara per pianificare le prossime strategie. Sfuma l’ingaggio del trequartista Viviani del Legnago, sempre vive le piste che portano a Ganci e Abbruscato. Novità di mercato a San Nicolò: si è aggregato al gruppo il centrocampista Stefano Cichella (’96), ex Giulianova e Samb.
Giammarco Giardini
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