Chieti, pari amaro nello stadio in festa

14 Ottobre 2024

L’Isernia rallenta i teatini dopo tre vittorie consecutive. All’Angelini 4mila spettatori e mini concerto di Aka 7even

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CHIETI (4-3-3): Servalli 5; Della Quercia 6, Schiavino 5,5, Caiazza 5, Guerriero 5,5; Casciano 6 (19’ st Cordova 6), Di Paolantonio 6 (19’ st Donsah 6), Forgione 7 (41’ st Didio sv); Ceccarelli 7, Fall 6,5, Tourè 6 (19’ st Gibilterra 6). A disposizione: Mercorelli, Sini, Di Matteo, Canneva, Valentini. Allenatore: Ignoffo

ISERNIA (4-2-3-1): Draghi 7,5; Franzese 5,5, Gimenez 6, Perrone 6, Pellegrini 6; Baba 6, Antinucci 6; Ercolano 5,5 (16’ st Magnjate 5,5), Cascio 7, Miola 6 (23’ De Filippo 5,5); Varela 6,5 (29’ st Bainotto sv). A disposizione: Cocchiarella, Pettorossi, Nkosi, Incollingo, Baldari, D’Angelo. Allenatore: Farrocco

Arbitro: Moretti di Cesena
Reti: 20’ pt Cascio, 21’ pt Forgione, 39’ pt Fall, 44’ pt Cascio
Note: spettatori 4mila. Ammoniti Fall, Della Quercia, Gibilterra e Franzese. Angoli 7-4. Recupero: 3’ pt e 5’ st.
CHIETI
Solo un pari e tanti rimpianti. Ma che festa sugli spalti: 4mila spettatori e la voce di Aka 7even a far cantare e ballare i tifosi dell’Angelini. Al Chieti è mancata solo la vittoria per rendere ancora più speciale una domenica di show tra sport e musica. L’Isernia ferma i neroverdi sul 2-2. Dopo tre vittorie consecutive, il Chieti rallenta la corsa ma resta primo da solo a +1 sulle seconde Fossombrone e Sambenedettese. È un risultato che lascia l’amaro in bocca ai teatini. La squadra di Ignoffo si fa sorprendere dall’Isernia nei 20’ e va sotto per una leggerezza di Caiazza che permette all’argentino Cascio di segnare l’1-0.
Il gol preso è uno schiaffo che sveglia i neroverdi. Forgione agguanta subito il pari, Fall firma la rete del sorpasso ma sul finire del primo tempo è ancora Cascio, stavolta su una punizione dai 30 metri, a piegare le mani di Servalli e a siglare il 2-2. Poi sale in cattedra il portiere dei molisani, l’argentino Draghi, che para l’impossibile ed evita più volte al Chieti di prendersi la vittoria. È la fotografia di una partita preceduta dallo show del dj Diba, dall’intrattenimento di Giusva e dal mini concerto del cantante Aka 7even, che si è esibito davanti ai tifosi della curva Volpi con i brani più famosi del suo repertorio. Uno spettacolo unico nel panorama del calcio dilettantistico. Evento e cornice di pubblico da categoria superiore.
Si balla e canta sugli spalti, meno in campo. O meglio, nei primi 20’ si balla solo il tango argentino della coppia Varela-Cascio. Il Chieti parte male. Tanti errori, tanti palloni persi, troppe amnesie dei due difensori centrali. Al 20’ Caiazza perde palla, l’argentino Varela si invola verso la porta e serve al connazionale Cascio l’assist del meritato vantaggio. Serviva un pugno forte nello stomaco per scatenare la reazione della capolista.
Nemmeno il tempo di rimettere il pallone al centro e il Chieti pareggia con l’incornata di Forgione che si inserisce con i tempi giusti sull'arcobaleno disegnato da Ceccarelli e anticipa l’uscita di Draghi. Al 39’ i neroverdi la ribaltano: punizione di Di Paolantonio, torre di Forgione e tap-in di Fall. La partita si rimette sui binari giusti, ma Cascio rovina i piani con un missile su punizione che trova la compartecipazione di Servalli. Il primo tempo si chiude con un doppio miracolo di Draghi su Forgione, nella ripresa ai neroverdi manca solo il gol.
Vuoi per le parate di Draghi, vuoi per la scarsa lucidità degli attaccanti (vedi Didio che al 95’ non calcia davanti al portiere) e vuoi per gli episodi che stavolta non sono favorevoli, come il rigore non dato per un tocco di mano in area molisana. A conti fatti sono due punti persi.
«Il risultato non ci soddisfa, volevamo la vittoria e l’abbiamo sfiorata», dice il patron Altair D’Arcangelo, «ma la vera vittoria è stata sugli spalti. Una curva Volpi spettacolare, stadio pieno e atmosfera incredibile. È stato bellissimo vedere donne, bambini e famiglie divertirsi e tifare insieme. L’orgoglio di questa giornata va ben oltre il risultato. Il progetto Chieti cresce sempre di più. Il meglio deve ancora venire».
Giammarco Giardini
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