Chieti, profugo si finge calciatore per avere il permesso di soggiorno

31 Agosto 2015

Smascherato un giovane che ha fatto un provino con le Giovanili del Chieti dicendo di essere Diatta, difensore della Nazionale del Senegal. In realtà si chiama Issiaka, è del Gambia ed era fuggito dal campo di accoglienza di Alba Adriatica

CHIETI. Finge di chiamarsi Lamine Diatta, difensore della Nazionale senegalese, per essere tesserato dalla Giovanile Chieti e ottenere un visto di soggiorno e qualche spicciolo. Ma le bugie hanno le gambe corte. Lui non è Diatta, si chiama Issiaka. Ha 18 anni, è un immigrato originario del Gambia ed è fuggito dal centro di accoglienza di Alba Adriatica. Un paio di settimane fa arriva alla stazione di Chieti scalo, accompagnato da alcuni senegalesi provvisti di regolare permesso di soggiorno e ignari della sua vera identità, e si presenta ai provini della Giovanile Chieti, società che da quest'anno cura il settore giovanile del Chieti calcio. Issiaka non ha documenti. Dice di essere Diatta, giocatore molto conosciuto in Senegal (con qualche trascorso in squadre prestigiose come il Tolosa e il Saint'Etienne) e inizia ad allenarsi con la squadra. In precedenza ci aveva provato anche con il Gladius Pescara, ma gli era andata male. Lo stratagemma è sempre lo stesso: millanta di essere Diatta, spiega di essersi svincolato dalla precedente società sportiva di Dakar e di essere disposto a sostenere un provino.

A Pescara si presenta con documenti contraffatti e per convincere i dirigenti delle sue qualità tecniche si porta dietro anche il curriculum dell'ignaro Diatta, dove spiccano le presenze in Nazionale. Ma non viene tesserato. Ci riprova con la Giovanile Chieti. "Il ragazzo é venuto da noi credo verso gli ultimi giorni di luglio", spiega il presidente teatino Massimiliano Rebba, "chiedendo di sostenere un provino ma, come abbiamo saputo in queste ore, con una falsa identità e dicendo di essere senegalese. Il ragazzo ha fatto un paio di allenamenti per alcuni giorni e qualche partitella. Non era nemmeno scarso, si è presentato come difensore centrale e aveva un fisico possente. Ha portato anche un certificato medico e ci ha ingannato mostrandoci un video di un altro calciatore. Poi, però, come facciamo con tutti i ragazzi, abbiamo chiesto di portarci i documenti anche perché abbiamo capito che c'era qualcosa che non quadrava. Abbiamo atteso qualche giorno, ma i documenti non sono mai arrivati, e la cosa non ha avuto più un seguito. Nelle ultime ore abbiamo letto quello che é accaduto e sinceramente ci siamo fatti una risata perché non credevamo che dietro ci fosse tutto questo di cui si sta parlando".

A smascherare Issiaka ci pensa un avvocato, Marco Faccioli del Foro di Torino. La comunità senegalese in Italia, infatti, credendo di fare un favore al ragazzo gambiano, gli mette a disposizione il loro legale per agevolare il suo ingaggio e sistemare le pratiche burocratiche per ottenere il permesso di soggiorno. L'avvocato di Torino si accorge subito che qualcosa non va: "Non tanto per i documenti, che per altro erano delle ottime copie", dice "ma per l'ossessione del ragazzo di ottenere il più in fretta possibile il visto". Faccioli inizia le indagini e scopre che il vero Lamine Diatta non solo è tesserato con l'Excelsior di Dakar ma si trova anche in Guinea, a Conakry, per una partita di Coppa Africa. Quello che è arrivato a Chieti è Issiaka, un furbetto che ha cercato di raggirare una società di calcio per ottenere il permesso di soggiorno. Ora il ragazzo gambiano è tornato al centro di accoglienza di Alba Adriatica.

Giammarco Giardini

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