Chieti, rimonta da sballo Lucarelli si coccola Rodia

13 Novembre 2018

Con il cambio del tecnico i teatini hanno recuperato 9 punti e adesso sono in vetta insieme a Capistrello e Spoltore. La sfida con il Delfino FP si gioca a Città Sant’Angelo

Che ammucchiata! La 13ª giornata del campionato di Eccellenza ha confermato il grande equilibrio che ha sin qui caratterizzato la prima parte della stagione. Quattro squadre racchiuse in due punti, tre delle quali (Chieti, Capistrello e Spoltore, citate in rigoroso ordine alfabetico) si dividono la vetta della classifica a quota 25, seguite ad una sola lunghezza di distanza dal Sambuceto.
A quattro turni dal giro di boa, insomma, non si è ancora trovato un leader assoluto, in grado di fare il vuoto attorno a sè. A dire il vero qualche tentativo di fuga c'è stato, come nel caso del Sambuceto (6 vittorie nelle prime 6 gare) o del Capistrello (7 successi di fila, tra la 3ª e la 9ª giornata), entrambi però annullati dal gruppo. A chi toccherà il prossimo? Tutto lascerebbe supporre possa essere il Chieti. Quello targato Lucarelli, ovviamente. I numeri, del resto, sono dalla sua parte, se è vero che dal suo approdo in panca, la squadra neroverde è letteralmente rinata. Collezionando, sotto la sua gestione, 16 punti in 7 gare (media 2,28 a partita), 9 dei quali rosicchiati all'allora capolista Sambuceto, con conseguente passaggio dal 5° all'attuale 1° posto. Ma i numeri dicono anche altro, evidenziando gli indubbi progressi fatti sotto il profilo realizzativo.
Il Chieti, pur creando tantissimo anche con mister Marino alla guida, viaggiava ad una media di 1,66 gol a partita. Ebbene, con Lucarelli, l'incidenza sotto rete è notevolmente migliorata, passando all'attuale 2,28. E tutto ciò pur avendo dovuto fronteggiare assenze pesanti in attacco come quelle di Delgado (capocannoniere della squadra con 8 reti all'attivo) e di Leccese, entrambi ad oggi indisponibili. A supplire a tali defezioni hanno dunque provveduto gli altri elementi in organico, tra i quali l'eroe di domenica scorsa Mattia Rodia. La cui prodezza, arrivata in pieno recupero, ha risolto in favore dei neroverdi il big-match di giornata, permettendo loro di balzare al comando, proprio a scapito del Sambuceto, superato di misura all'Angelini. «Un'emozione immensa: per l'importanza del gol segnato e per la gioia regalata ai tifosi presenti allo stadio, ai quali, nessuno escluso, va la mia dedica».
Queste le parole del 28enne esterno d'attacco ascolano, che aspettava da tempo di poter vivere un momento simile. Lo conferma la sua lunga ed irrefrenabile corsa, con cui ha festeggiato il lieto evento: «Un urlo liberatorio», spiega, «che mi era rimasto in gola la domenica precedente, caratterizzata dai tanti errori commessi sotto porta. All'inizio, dopo aver indirizzato in porta l'assist di Farindolini, pensavo che il mio tiro fosse stato neutralizzato da De Deo, ma il boato del pubblico mi ha fatto capire che così non era ed a quel punto sono davvero impazzito di gioia. Adesso però», conclude Rodia, «testa di nuovo al campionato, ed al prossimo impegno in calendario». Che vedrà il Chieti ospite della rivelazione Il Delfino Flacco Porto. In realtà, la sfida di domenica non si giocherà al campo San Marco, ma al Comunale di Città Sant'Angelo. La conferma, ufficiale, arriva dallo stesso patron pescarese Quinto Paluzzi: «È vero, anche se in effetti», svela, «la Questura ci aveva autorizzato ad utilizzare il nostro impianto abituale, a patto di escludere la presenza dei tifosi ospiti, a tutto vantaggio della mia squadra. Io però ho preferito spostare altrove la gara, per non fare un torto all'amico Di Giovanni (presidente del Chieti, ndc) ed ai sostenitori neroverdi, con i quali spero di poter dar vita ad una bella giornata di sport».
Per l'occasione, inoltre, la società portuale ha deciso di indire la "giornata biancazzurra": non saranno pertanto validi gli abbonamenti e tutti gli spettatori (anche quelli ospiti, annunciati in gran numero) pagheranno un biglietto unico, del costo di 10 euro (5 per i ridotti). Nelle retrovie, infine, si fa dura per il fanalino di coda Martinsicuro, che sabato, col Paterno, ha collezionato il nono ko di fila.
Stefano De Cristofaro
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