Calcio

Chieti sempre nel caos: i Visani si ritirano. Ora la stagione è a rischio

5 Novembre 2026

Calcio Eccellenza. I due imprenditori Luca ed Emanuele Visani rinunciano a prendere il club che precipita verso il baratro. Giocatori in fuga, Vagnoni ai saluti. Domenica si gioca, ma poi c’è il rischio ritiro

CHIETI. I Visani si tirano indietro. Il Chieti è sull’orlo del baratro e rischia di non finire la stagione. C’è aria di smobilitazione. Un nuovo dramma sportivo si abbatte sulla squadra neroverde. La polvere nascosta sotto il tappeto in estate, quando la società del dimissionario presidente Gianni Di Labio ha deciso comunque di andare avanti iscrivendosi al campionato di Eccellenza senza avere le risorse necessarie, riemerge ora ad inizio novembre e mette a nudo tutti i problemi di un club che non aveva e non ha tuttora la forza di andare avanti.

L’ultima ancora di salvezza, dopo i disperati tentativi e le trattative fantomatiche con Giuseppe Pistilli, Pino Russo e Alessandro Nuccilli, era la cessione della società agli imprenditori romani Luca ed Emanuele Visani, gli unici acquirenti solidi e credibili ad avvicinarsi ai colori neroverdi. Anche questa speranza è svanita, nonostante le rassicurazioni date dalla società alla squadra fino a qualche giorno fa.

Stop Visani. Ieri i due fratelli, dopo un mese di valutazioni e approfondimenti sulla situazione debitoria della società, hanno deciso di interrompere la trattativa e di rinunciare all’acquisizione del Chieti. L’ostacolo insormontabile che allontana chiunque provi ad avvicinarsi resta il milione e mezzo di debiti, a cui faceva riferimento in estate il sindaco Giovanni Legnini e che è stato accertato anche dai Visani. Impraticabile la pista di rilevare il ramo sportivo d’azienda, bocciata dalla Federazione, l’unica soluzione era presentare una procedura concorsuale per la gestione della crisi d’impresa al tribunale, ma per i Visani i tempi erano troppo lunghi e non c’erano le dovute garanzie. «L’interesse è nato dalla volontà di dare vita a un progetto sportivo serio e sostenibile, all’altezza della storia del club e della passione della sua tifoseria», spiegano gli imprenditori Luca ed Emanuele Visani, «gli approfondimenti svolti con l’assistenza dei nostri consulenti hanno tuttavia evidenziato rilevanti criticità nella struttura dell’operazione proposta e l’assenza delle garanzie necessarie per affrontare l’investimento e assicurare solide prospettive al progetto. Alla luce di tali valutazioni, abbiamo deciso di interrompere le trattative e di non procedere all’acquisizione. Si tratta di una decisione ponderata e definitiva, maturata con il senso di responsabilità che riteniamo debba accompagnare ogni impegno di questa natura».

Il futuro è un rebus. La risposta dei Visani è arrivata a metà pomeriggio dopo la fine dell’allenamento della squadra che aspettava con ansia il verdetto. Non c’era il tecnico Roberto Vagnoni, assente da due giorni per motivi di salute. Presente il dg Stefano Giammarioli che, ancor prima che arrivasse la risposta dei Visani, ha tenuto un discorso alla squadra. «Se la risposta sarà negativa, vi chiedo comunque di scendere in campo domenica. Poi da lunedì chi vuole andare via è libero di farlo», è quanto detto da Giammarioli.

La fuga è già iniziata. Dopo Kiwobo, che ha firmato con l’Elpidiense, e Fino (vicino al Progresso), ha rescisso anche l’attaccante Prieto. Altri giocatori over sono pronti a fare le valigie (il prossimo è capitan Bregasi direzione Avezzano) e pure Vagnoni oggi potrebbe dare l’addio. Senza dimenticare il fardello delle vertenze con gli ex tesserati che presto si abbatterà sul club e potrebbe portare a punti di penalizzazione. Domenica contro la Torrese si giocherà. Ieri la società si è lamentata con il Comune per i costi elevati che comporta giocare allo stadio Angelini, minacciando di giocare ancora in campo neutro. L’allarme è rientrato dopo la mediazione del sindaco. Ma la partita scivola in secondo piano. Tutti si chiedono cosa succederà dopo la gara con la Torrese. Provare ad andare avanti (con quali risorse?) oppure staccare la spina e ritirare la squadra dal campionato? La tifoseria, ormai rassegnata, spinge per la seconda soluzione. Sarebbe la fine più dignitosa per non infangare oltremodo 104 anni di storia.

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