Chieti senza freni, +5 sull’Aquila

30 Maggio 2021

La capolista batte il Delfino con Spadafora e Pietrantonio. Mercoledì scontro diretto con i rossoblù 

CHIETI. Basta un tempo per chiudere la pratica Delfino Flacco Porto e volare in vetta a +5 sull’Aquila in attesa dello scontro diretto di mercoledì con i rossoblù al Gran Sasso d’Italia. Il Chieti continua la sua corsa verso la serie D e non conosce ostacoli, nonostante le assenze (pesanti) di quattro titolari: Filosa, Verna, Galli e Corticchia. Ma anche ieri, nell’anticipo della nona giornata all’Angelini, chi è sceso in campo non ha fatto rimpiangere gli assenti. È il caso del centrocampista Donatangelo, teatino doc, alla prima da titolare in neroverde, che ha giocato con disinvoltura e personalità, dettando i tempi giusti alla squadra. Bene anche Lucarino, che ha sostituito Filosa al centro della difesa, e buona l’intesa della coppia inedita d’attacco Fabrizi-Spadafora. È proprio dai piedi dei due centravanti che nasce il gol che sblocca la partita. Fabrizi, dopo aver sfiorato il gol in avvio (miracolo di Amoroso, al debutto stagionale), si procura all’8’ un calcio di rigore (il terzo nelle ultime due gare per la capolista) assegnato per una trattenuta ingenua di Sabatini. Dal dischetto va Spadafora che spiazza il portiere. Totale controllo della partita da parte del Chieti, che chiude subito i conti al 36’ con un tiro cross di Pietrantonio che si insacca sotto l’incrocio dei pali, e poi sfiora il tris con Mariani.
Nella ripresa, con la vittoria ormai in tasca, i neroverdi gestiscono il vantaggio senza forzare troppo perché la testa è già rivolta allo “spareggio” promozione con L’Aquila. Così, il tecnico Alessandro Lucarelli ruota la squadra, risparmiando Pietrantonio, Fabrizi (ammonito) e Spadafora e concedendo la passerella finale anche al difensore Giovanni Di Renzo, classe 2002, al debutto stagionale.
Diverse assenze anche nel Delfino che, comunque, dopo il 2-0 non si è disunito. «Dopo quell’uno-due così veloce, potevamo prendere l’imbarcata e invece siamo rimasti in partita», dice il tecnico pescarese Bonati. «Il rigore? Forse c’era una gamba tesa su Albanese, ma la superiorità del Chieti comunque si è vista». «Abbiamo controllato un po’ troppo la partita», l’analisi dell’allenatore neroverde Lucarelli, «perché a un certo punto vedevamo che il Delfino, pur avendo un minimo di possesso palla non riusciva a concretizzare, e quindi là poi la testa va alla sfida di mercoledì con L’Aquila. È normale che sia così. Le assenze? Io avevo bisogno di risposte da quelli che hanno giocato perché quelli che non giocano non credo di recuperarli per mercoledì», risponde l’allenatore dei teatini. «Chi ha giocato oggi, invece, ha fatto bene a dimostrazione che c’è un gruppo forte. Ma non avevo nessun tipo di preoccupazione. Siamo una squadra forte, lo sappiamo, e mercoledì ci giocheremo il campionato perché con L’Aquila sarà una partita da dentro o fuori». Quinta vittoria consecutiva, quinta partita di fila senza subire gol, miglior attacco e difesa del torneo e cinque punti di vantaggio sulla seconda. È con questi numeri che mercoledì il Chieti andrà all’Aquila per provare a mettere le mani sulla serie D.
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