Chieti si complica la vita

Ko col Fano al 4’ di recupero, per i play off deve sbancare Agnone
CHIETI. Adesso si fa tutto più complicato. La sconfitta interna con il Fano, arrivata al 94’, costringe il Chieti a vincere ad Agnone all’ultima giornata di campionato per avere la certezza di disputare i play off.
Un pareggio in Molise potrebbe bastare solo se uscisse un segno X anche in Civitanovese-San Nicolò (i teatini, in caso di arrivo a pari punti con i marchigiani, sono davanti per gli scontri diretti), mentre con una sconfitta ad Agnone il Chieti sarebbe fuori dagli spareggi. I neroverdi restano quinti e sono ancora padroni del proprio destino, ma quella che fino a qualche settimana fa sembrava una strada tutta in discesa, con il San Nicolò e la Civitanovese date per spacciate, oggi è tutta in salita. Primo, perché l’Agnonese è costretta a vincere e sperare che una tra Termoli e Recanatese perda per disputare i play out che ad oggi non si giocherebbero perché i molisani hanno 10 punti di distacco dalla sestultima. Secondo, perché il Chieti si presenterà al Civitelle di Agnone senza tre titolari: il portiere Placidi (sostituito per un sospetto stiramento), il centrocampista Prinari (squalificato) e il bomber Vittorio Esposito, che contro il Fano è uscito a fine primo tempo per il solito fastidio alla spalla e non recupererà. In dubbio c’è anche Maschio, per il quale si teme una lesione muscolare.
Insomma, il Chieti esce dalla partita con il Fano con le ossa rotte. Il gol a tempo scaduto di Torta, che ha svettato di testa sugli sviluppi di una punizione concessa per un fallo ingenuo di Rapino, rischia di rovinare la stagione del Chieti. Certo, anche con un pareggio le cose non sarebbero cambiate. I neroverdi, alla luce del pareggio della Civitanovese a Campobasso, avrebbero dovuto comunque vincere per raggiungere matematicamente i play off. Ma capitolare al 94’ è una beffa e perdere 20 secondi dopo anche Prinari, espulso per fallo di frustrazione su Bussaglia, aggiunge benzina sul fuoco.
Questo Chieti è stanco e poco lucido: anche ieri ha regalato due gol agli avversari (sul primo di Gucci, Di Pietro ha grosse responsabilità) e sbagliato tanti disimpegni. Il Fano ha giocato meglio nel primo tempo ed è passato in vantaggio al 24’ con Gucci. Se Esposito non è in condizione, il Chieti non gira. E nei primi 45’, se si esclude la conclusione di Orlando, la squadra di Ronci non è mai stata pericolosa.
Nella ripresa, nonostante l’assenza di Esposito per infortunio, il Chieti è entrato con altro piglio e ha trovato subito il gol del pareggio con Broso. Quella di ieri verrà ricordata anche come la giornata della contestazione a Walter Bellia. All’inizio del secondo tempo, oltre 250 tifosi sono entrati in curva Volpi e hanno intonato cori contro il presidente dimissionario. «Chieti siamo noi», «Basta con questo teatrino, meritiamo una vera società», hanno gridato gli ultrà che da mesi chiedono alla dirigenza di farsi da parte. Mentre la curva contestava, il Fano, che doveva sperare in uno stop della Maceratese per sognare ancora il primo posto, non ha regalato nulla nemmeno quando ha saputo del vantaggio della capolista. Al 30’ Borrelli ha colpito la traversa su punizione e a tempo scaduto Torta ha gelato l’Angelini. «Una sconfitta che non ci voleva», attacca il capitano Federico Del Grosso. «Sono arrabbiato perché ci siamo fatti due gol da soli. Siamo stanchi, c’è chi tira la carretta da luglio ma non si possono commettere errori così. Siamo a un passo dai play off e meritiamo di farli. Ma dobbiamo vincere con l’Agnonese». Domenica in Molise saranno 90’ da brividi.
Giammarco Giardini
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