Chieti strapazzata dal fanalino di coda Porto Sant’Elpidio
Padroni di casa abili a sfruttare i tanti errori dei teatini L’amarezza del presidente Marchesani: prova inaccettabile
PORTO SANT’ELPIDIO. Un passo indietro, magari anche due, dopo la convincente prestazione esibita domenica scorsa con il Cesena da parte dell’Esa Chieti che cade davvero male (79-69) sul terreno del Porto Sant’Elpidio, fanalino di coda del torneo, formazione che finora aveva vinto solo una partita. E se la formazione marchigiana ha comunque confermato di essere in grado di creare problemi a qualsiasi avversario, come ha opportunamente ricordato ai suoi in settimana coach Sorgentone, resta l’amarezza per una prestazione davvero negativa da parte di Ruggiero e compagni. Pessimo l’approccio alla gara da parte dei biancorossi, molli in difesa davanti alle bordate del bulgaro Sikarov e a dir poco imprecisi in attacco. Si perdono palloni in quantità industriale e, come accaduto spesso finora, gli avversari acquistano decisamente fiducia mitragliando la retina da ogni posizione.
Time out per coach Sorgentone (15-8), secondo fallo per Ponziani che esce sostituito da Ba, esce anche Stanic per Meluzzi ma la gara è già tutta nelle mani dei marchigiani (21-14) alla prima sirena. Si riprende con una stoppata su Rezzano e con Bastone che, sul versante opposto, è implacabile dalla lunga distanza. Si scuote anche Malagoli, di nuovo un time-out per la panchina ospite (33-19) mentre Chieti sbaglia l’incredibile. Sbaglia parecchio anche capitan Gialloreto prima di ridare fiato ai suoi e all’appassionato drappello di tifosi al seguito con tre triple consecutive che limitano in qualche modo i danni all’intervallo lungo (46-33). Ma energia e concentrazione, se non te le porti da casa, è difficile trovarle poi sul parquet dove si torna con un’Esa più che mai statica e con la formazione di casa abile a sfruttare i rimbalzi offensivi concessi. Un atletismo che i teatini soffrono in maniera evidente continuando ad esibire, al tempo stesso, percentuali improponibili nel tiro.
Si bagnano ora anche le polveri di Gialloreto, marchigiani più che mai convinti di poterla spuntare, magari incoraggiati anche da un paio di incredibili errori da sotto canestro dei biancorossi i quali non riescono a rientrare in partita arrivando all’ultima frazione ancora decisamente staccati (63-48). Tripla mortifera di un ottimo Borsato e, quando la mitragliera di casa viene contenuta, arrivano facili penetrazioni in una difesa letteralmente ferma. Cercare un sempre più improbabile recupero resta un problema per la formazione di coach Sorgentone il quale inutilmente cerca intanto di frenare l’emorragia (71-50) con qualche cambio e l’ennesimo time-out. Lenta più che mai la manovra offensiva del Chieti mentre il Porto Sant’Elpidio rallenta un po’ il ritmo per controllare il risultato pur continuando a sfruttare al meglio le persistenti incertezze di una squadra che riesce a costellare di errori anche un tardivo ma comunque generoso tentativo di recupero. Applausi più che meritati per i marchigiani da parte del proprio pubblico sulla sirena finale (79-69), sfollano ovviamente delusi i tifosi teatini mentre in classifica l’Esa, che dopo la pausa natalizia ospiterà, domenica 5 gennaio, l’Ozzano nell’ultimo turno di andata, vede allontanarsi sempre più quelle posizioni di vertice che erano negli obiettivi societari. A fine partita, silenzio assoluto dagli spogliatoi biancorossi dove il presidente Gabriele Marchesani ha palesato, in tempo reale, tutta la propria legittima amarezza. «Prova inaccettabile», ha poi commentato lo stesso presidente. In arrivo allenamenti natalizi e almeno due movimenti di mercato». Tutto il resto è solo una lunga coda in autostrada sulla via del ritorno a casa. (g.ren.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

