Chiodi dedica la vittoria al vicepresidente arrestato

Il patron rossoblù: «Spero che Mancini chiarisca in fretta e torni tra noi» Sandomenico schierato sulla fascia: «Per L’Aquila faccio anche il terzino»
L’AQUILA. In casa L’Aquila era da molto tempo che non si respiravano entusiasmo ed euforia. In sala stampa i volti sono distesi e raggianti. Ha finalmente voglia di parlare il presidente rossoblù Corrado Chiodi che sente il profumo della rivincita dopo le fresche contestazioni della tifoseria nel corso delle ultime settimane.
«Partita da sei punti. Abbiamo meritato di vincere il derby. Nello spogliatoio, prima della partita, ho chiesto ai ragazzi di scendere in campo con il cuore. Non ho chiesto di vincere, perché sarebbe stata una richiesta scontata. Abbiamo dimostrato di avere un gruppo che migliora ogni giorni di più. Sono troppo contento». Chiodi dedica poi la vittoria al suo vice Massimo Mancini, agli arresti domiciliari da metà settimana per l’inchiesta sulla ricostruzione edilizia post-terremoto:«Avevo chiesto ai ragazzi di vincere anche e soprattutto per lui. Spero di cuore che Massimo possa presto dimostrare la sua posizione in questa brutta storia, così da tornare tra noi». Non poteva mancare, infine, una battuta sulla reiterata contestazione di parte della tifoseria nei confronti della società, da settimane invitata a lasciare il passo: «Ormai non ho più molte parole. C’è questa continua contestazione che mi fa sempre più male. Come detto anche in precedenti interviste, aspetto che i tifosi mi aiutino a trovare un acquirente valido e motivato. Una volta trovato chi sia davvero interessato all’Aquila calcio, mi farò da parte sempre problemi».
Dopo Chiodi, è la volta del tecnico Carlo Perrone che analizza il match a livello tattico: «Alle partite ci penso sempre parecchio. Avevo paura del Teramo, ma ho ritenuto opportuno partire con il 3-5-2 di Pisa. Alla fine il campo ha premiato questa scelta, siamo stati perfetti nonostante il giallo rimediato dopo un minuto di gioco da Bigoni che avrebbe potuto condizionare la partita. La chiave tattica vincente? Abbiamo costretto il Teramo a far giocare i loro difensori centrali grazie al pressing sul loro centrocampo (in particolare Cenciarelli e Amadio). Devo dire, inoltre, che la nostra difesa è stata molto attenta, guidata da un Cosentini che si sta dimostrando un grande giocatore».
Perrone parla poi dell’importanza della vittoria nel derby in un momento così delicato per L’Aquila anche per motivi extracalcistici (vedi l’arresto di Mancini, i problemi dello stadio di Acquasanta e la contestazione alla società, ndc): «Era il momento più difficile della stagione e questa vittoria ci consente di acquisire la tranquillità che ci era mancata per troppo tempo. Il campionato, però, non finisce con la partita contro il Teramo. Abbiamo conquistato solo tre punti e sappiamo che su di noi incombe una nuova penalizzazione che arriverà nei prossimi mesi. È quindi importante guardare avanti e pensare a macinare altri punti preziosi. Io sto già con la testa a Macerata. Sabato ci aspetta un’altra partita durissima».
Infine, il tecnico dell’Aquila elogia l’uomo del match, Salvatore Sandomenico, stavolta schierato nell’inedita posizione di ala destra. «È stata un’idea che mi è venuta in settimana. Credo che sia in fase di attacco che di difesa, Sandomenico abbia tutte le caratteristiche per fare la differenza. Anzi, credo che in questo ruolo possa puntare nel prossimo futuro al salto di categoria». Sulle parole al miele del suo allenatore, Sandomenico risponde: «Sono orgoglioso delle sue parole. Mi stimola ogni giorno in allenamento e mi aveva detto che avrei potuto giocare bene in quel ruolo. Mi ha spiegato che, a suo avviso, ho la forza nelle gambe per poter correre di continuo sulla fascia riuscendo a svolgere sia i compiti difensivi che quelli offensivi. A prescindere da tutto, comunque, la gioia più grande è aver ottenuto la vittoria. Il ruolo in campo è secondario. Per la squadra giocherei anche terzino se fosse necessario...». Il giustiziere del Teramo, 4 gol in 5 partite rifilati ai teramani nelle ultime tre annate tra Arzanese e L’Aquila, commenta poi questa curiosa statistica personale: «Magari», dice ridendo, «potessi giocare tutte le partite contro i biancorossi. Al di là delle battute, sono contento soprattutto di aver segnato davanti ai nostri tifosi e di aver fatto l’assist per il mio amico Perna. È stata una giornata perfetta».
Giammarco Menga
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