CI HA MESSO LA FACCIA FINO ALLA FINE
di ROCCO COLETTI Di fronte all’evidenza si è dovuto arrendere anche Massimo Oddo. L’evidenza di un’altra figuraccia, l’ennesima. Ormai la squadra non lo segue più, al di là di quelli che sono i...
di ROCCO COLETTI
Di fronte all’evidenza si è dovuto arrendere anche Massimo Oddo. L’evidenza di un’altra figuraccia, l’ennesima. Ormai la squadra non lo segue più, al di là di quelli che sono i limiti strutturali che stanno portando il Pescara in B. I giocatori sono svuotati, non sono più un gruppo, ma un’armata Brancaleone. Dopo una settimana ad alta tensione era lecito attendersi una prova d’orgoglio. E, invece, la resistenza al Torino è durata 65 secondi, prima dell’ennesima goleada. Una figuraccia, di cui il 40enne tecnico pescarese ha dovuto prendere atto. I giocatori non rispondono più alle sue sollecitazioni, nonostante le urla. Poco meno di due anni alla guida della squadra della sua città; un’esperienza iniziata con la serie A sfiorata al primo assalto, proseguita con la promozione ai play off e conclusa con la retrocessione solo da sancire con la matematica. Il ruolino parla di 28 vittorie (di cui una a tavolino), 19 pareggi e 29 sconfitte. La sfrontatezza e l’audacia sono stati i tratti distintivi di Oddo in B. E’ stato il condottiero di un Pescara che ha riportato il grande pubblico sugli spalti. Profeta in patria fino alla notte di Trapani, alla finale play off del giugno scorso. L’impronta è stata palpabile: bel gioco e vittorie. Ha dato un’anima e una mentalità alla squadra. Ci ha messo del suo, interpretando anche la tradizione e la vocazione della piazza. Ha tradotto in pratica la voglia di giocare a viso aperto del popolo biancazzurro. Fino a giugno è stato il re di Pescara. L’asse con Sebastiani indistruttibile. Poi, però, proprio questo legame lo ha messo in crisi con la tifoseria che l’ha tacciato di essere troppo aziendalista. Gli errori commessi dalla società durante il mercato hanno finito per travolgerlo. Li ha subiti con un pizzico di complicità, fidandosi troppo di se stesso e delle sue indubbie qualità. Sì, perché comunque era convinto di invertire la rotta. Ma, questa volta, non aveva una squadra competitiva. Non aveva le armi per combattere. Si è fidato troppo di se stesso a costo di apparire testardo e presuntuoso. Ci ha messo la faccia fino alla fine; fosse stato un opportunista avrebbe lasciato prima, salvaguardando la sua immagine con i tifosi. Di certo Oddo non è il colpevole di questa stagione disastrosa. Se magari qualcun altro si vuole accomodare alla porta...
@roccocoletti1
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