Ci pensa il solito Ronaldo e alla Juve torna il sorriso

Decide una doppietta del portoghese che piega la resistenza del Cagliari
TORINO . La Juventus rivede la testa della classifica: il 2-0 contro il Cagliari permette ai bianconeri di portarsi a un punto dal Milan, impegnato stasera a Napoli nel posticipo. Con una doppietta in quattro minuti a fine primo tempo, il protagonista allo Stadium è Cristiano Ronaldo, che con le due reti contro i sardi aggancia Ibrahimovic al primo posto tra i cannonieri della serie A. L'altra buona notizia è rappresentata dagli 0 gol subiti, non accadeva dalla prima giornata.
Pirlo ritrova De Ligt, al ritorno dopo l'ultima apparizione datata 8 agosto, e lancia Arthur e Bernardeschi, tornati dopo buone prove con le rispettive selezioni: «In tanti hanno ritrovato fiducia con le Nazionali» diceva il tecnico alla vigilia. Panchina per Dybala, con Ronaldo (vice-capitano, la fascia va a Cuadrado) e Morata c'è Kulusevski. Sorprende, invece, il pescarese Eusebio Di Francesco: niente 4-2-3-1 per il suo Cagliari ma 3-4-2-1 con la difesa formata da Pisacane, Klavan e Walukiewicz, mentre Ounas e Joao Pedro sono a supporto di Simeone.
L'obiettivo dei sardi sarebbe quello di recuperare palla e partire in contropiede, eppure la Juve gioca esattamente come chiedeva l'allenatore: aggressività, baricentro alto e, soprattutto, via quella presunzione di accontentarsi di un solo gol, ecco la squadra che voleva vedere Pirlo. E così, dopo la rete di Bernardeschi annullata per fuorigioco del 'solitoì Morata (11'), comincia il Ronaldo show. Una doppietta in quattro minuti, la pratica Cagliari è virtualmente archiviata già nel primo tempo: al 38' punta Zappa (ex Pescara) e Pisacane e, nel momento in cui sta per chiuderlo Rog, fa esplodere un destro sul palo lontano imprendibile per Cragno; al 42', invece, il portoghese è nel posto giusto al momento giusto, proprio là dove arriva la spizzata di Demiral su angolo di Cuadrado. Di Francesco lascia negli spogliatoi Tripaldelli, ammonito e in costante difficoltà con il colombiano, e inserisce Sottil, tornando così al suo modulo preferito. Nella sostanza, però, la partita cambia poco, con i bianconeri che vanno vicini al terzo gol ma la traversa salva Cragno sul colpo di testa di Demiral e Bernardeschi non angola abbastanza la sua conclusione da dentro l'area di rigore.
Nel finale, Pirlo butta nella mischia anche Dybala e Alex Sandro, all'esordio stagionale, ma ormai la vittoria è in tasca: finisce 2-0, i bianconeri mettono nel mirino la vetta della classifica, distante una lunghezza aspettando Napoli-Milan. E martedì, con il Ferencvaros sempre all'Allianz Stadium, può arrivare il pass per gli ottavi di finale di Champions League.
Le interviste. «Abbiamo cercato di preparare la partita in un certo modo, ma la qualità e la superiorità della Juventus hanno avuto la meglio», la sintesi del pensiero di Eusebio Di Francesco, allenatore del Cagliari.
«Gli interpreti possono cambiare», ha detto invece Andrea Pirlo, allenatore della Juventus, «ma il modo di giocare deve essere lo stesso. Per la crescita e la convinzione della squadra era necessaria una prestazione del genere. Alcuni giocatori sono rientrati da poco, a maggior ragione dopo la sosta non è facile, ma fin dal primo minuto siamo entrati con lo spirito giusto. Per dominare il gioco è importante giocare a due tocchi, oggi lo abbiamo fatto. I giocatori così facendo prendono sicurezza».
Sui singoli invece: «Arthur viene da un campionato diverso, ci vuole un po’ di ambientamento anche durante gli allenamenti. È un giocatore importante», sostiene Pirlo, «e ci dà grande sicurezza. Dybala? È un attaccante e appena sarà al top lo metteremo nella sua posizione ideale. Sta prendendo antibiotici da due settimane per un vecchio virus ma oggi (ieri, ndr) è entrato bene».
Angelo Caradonna

