Ci si mette anche l’arbitro Pescara condannato da un rigore inventato

7 Marzo 2021

La Penna abbocca al tuffo di Mora e permette all’ex Valoti di rilanciare la Spal nei play off. E il rosso a Drudi complica i piani

PESCARA. Per la settima gara di fila il Pescara non è riuscito a imporsi in casa. Lo stadio Adriatico-Cornacchia torna terreno di conquista: stavolta sorride la Spal che, dopo otto gare, ritrova la vittoria. Fondamentale in chiave play off. Era un bivio per entrambe le squadre: gli estensi imboccano la strada verso la risalita, mentre i biancazzurri prendono l’altra, quella che porta direttamente in serie C. Serviva continuità dopo il colpo di Cittadella e, invece, ecco un altro passo falso. Che riporta il Pescara al penultimo posto in classifica visto il pari tra Virtus Entella e Ascoli. Ma questa volta ai limiti del Pescara vanno aggiunti quelli dell’arbitro Federico La Penna di Roma 1. È lui che prima indirizza e poi condiziona la partita. Sì, perché a decidere è un clamoroso abbaglio del direttore di gara abituato ai palcoscenici di serie A. È l’8’ di gioco quando Luca Mora entra in area del Pescara e va addosso a Scognamiglio inducendo La Penna a indicare il dischetto. Le immagini confermano le sensazioni dal vivo: rigore inventato, perché è il centrocampista che si butta a terra, mentre il difensore è fermo, proprio per evitare il contatto. Roba da cartellino per simulazione. Invece, l’arbitro esperto e abituato a fischiare in A abbocca come un principiante. E chissà che, rivedendo le immagini, lo stesso 37enne arbitro romano non invochi anche lui l’introduzione della Var anche in B.
Dal dischetto l’ex Valoti supera Fiorillo. Considerati i limiti offensivi del Pescara si tratta di una mazzata tra capo e collo. La Spal può gestire la partita come meglio crede, i biancazzurri ci mettono coraggio e buona volontà e avanzando leggermente il baricentro della squadra. Ma di occasioni da rete nemmeno l’ombra. In alcune occasioni i lanci lunghi, in altre i limiti tecnici oggettivi in fase di costruzione della manovra. Sta di fatto che Thiam - il portiere degli emiliani - trascorre un pomeriggio sereno. Al tramonto del primo tempo l’altro episodio determinante: Drudi, già ammonito, battibecca con Luca Mora (sempre lui!) fino ad arrivare al testa a testa che induce La Penna a tirare fuori il secondo cartellino giallo. Pescara in dieci, Spal in superiorità numerica. In pratica - in base ai numeri del Pescara - partita già finita, anche perché le sostituzioni non portano nulla di buono. I biancazzurri, infatti, non prendono lo specchio della porta in undici contro undici, figurarsi con l’uomo in meno. L’unica conclusione in porta del Pescara è quella di Ceter a cinque minuti dalla fine, ma è una “telefonata” per Thiam. E anche alla voce occasioni da rete il bottino è scarno, perché quella di Guth nel finale, sugli sviluppi di un angolo, è un piatto fuori misura in area. Poca roba, non abbastanza per rimediare a quella che è chiaramente un’ingiustizia per come è maturata. Perché a fare la differenza, numeri alla mano, è un rigore inventato che taglia le gambe a quel briciolo di entusiasmo rinato dopo il successo di martedì a Cittadella. È vero che la squadra resta compatta, aggrappata alla partita fino alla fine. Magari in altri tempi si sarebbe sciolta come neve al sole, crollando con il passare dei minuti. Questo significa che qualcosa di positivo questa sconfitta lascia in dote. Un segnale di speranza, ma per muovere la classifica servono i punti. I numeri dicono che il Pescara conquista più punti in trasferta (12) che in casa (10). Ed è la logica conseguenza di una squadra che non ha una struttura di gioco, nonostante si siano alternati tre allenatori in panchina. Si trova meglio quando deve difendersi e ripartire, rispetto a quando è chiamata a fare gioco. A imporre una manovra che non è organizzata e quindi si rivela farraginosa. Alla luce degli altri risultati, la zona play out resta a quattro lunghezze e quella salvezza a sette punti. Un’occasione persa per il Pescara, quando mancano undici gare alla fine della stagione regolare. Ai problemi strutturali dei biancazzurri si sommano quelli di La Penna che oltre alla topica sul rigore esibisce una gestione dell’incontro che non agevola certamente le ambizioni di rimonta del Pescara. Ma piangersi addosso non cambi nulla. Meglio pensare alla trasferta di sabato a Lignano Sabbiadoro contro il Pordenone.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA