Ciccone fa poker: «La maglia azzurra è il mio obiettivo»

Il teatino della Trek-Segafredo al quarto Giro in carriera: «Punto alle tappe in salita e alla classifica degli scalatori»
Quarta partecipazione al Giro d'Italia per Giulio Ciccone. Il 24enne corridore teatino si presenta sabato alla corsa rosa con la nuova maglia della Trek-Segafredo, formazione statunitense con licenza World Tour.
Ciccone, con quali ambizioni arriva al Giro ?
«Mi sono allenato bene, facendo una preparazione ad hoc. Andrò a caccia di tappe, con la voglia di essere protagonista in salita e con un pensierino rivolto alla maglia azzurra di miglior scalatore. Correrò poi in appoggio al mio capitano Bauke Mollema».
Alla tappa con arrivo all'Aquila ci pensa?
«Ovviamente. Si corre sulle strade di casa ed è normale essere stuzzicato dall'idea di fare bene. Il percorso della tappa, però, non è adatto alle mie caratteristiche. Avrei preferito un arrivo al Blockhaus o, come lo scorso anno, a Campo Imperatore».
Qual è la tappa che potrebbe adattarsi meglio alle sue qualità?
«Nell'ultima settimana del Giro ce ne sono diverse. L'edizione di quest'anno mi piace perchè prevede una partenza non durissima e poi sarà gradualmente sempre più difficile. È la prima volta, tra le mie quattro partecipazioni, che vedo un Giro impostato così».
Quante volte ripensa alla vittoria nella tappa di Sestola al Giro 2016?
«Era il mio esordio alla corsa rosa. Quella giornata la custodisco sempre nell'album dei ricordi più belli. Pensarci mi dà un senso di tranquillità perchè so di avere le capacità per provare a togliermi altre soddisfazioni».
In cosa è migliorato da quel giorno?
«Adesso sono un corridore completamente diverso sul piano della resistenza e dell'esplosività, ma anche a livello fisico e mentale. Non si finisce mai di imparare e di migliorarsi e di strada da fare ne ho ancora tanta».
Che differenze ha trovato nel passaggio dalla Bardiani alla Trek-Segafredo?
«È tutto più grande sul piano organizzativo e strutturale. Il grosso cambiamento è rappresentato dal calendario. Con la Bardiani si faceva una preparazione più soft, improntata su gare meno importanti e meno dure. Alla Trek, invece, si corre sempre al top, come è normale che sia per una squadra con licenza World Tour».
Qualche giorno fa ha partecipato alla sua prima Liegi-Bastogne-Liegi. Sensazioni?
«È la mia gara preferita. Ho corso con un clima pessimo, caratterizzato da freddo e pioggia. Le sensazioni erano buone poi ho avuto un problema che mi ha fatto perdere un po' di terreno ma, nonostante tutto, sono riuscito a rimanere con i migliori per quasi tutta la corsa. Sono soddisfatto di come è andata».
La Liegi-Bastogne-Liegi, quindi, resta il suo sogno nel cassetto?
«Sì, può sicuramente essere un obiettivo della mia carriera. Spero davvero di riuscire un giorno a coronare il sogno di vincerla».
Gaetano Lombardino
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