Ciccone incredulo: «È il giorno più bello della mia vita»

Il teatino applaudito da Cipollini e da ds Reverberi Cataldo davanti alla tv: «Bravo, che emozione!»
E' nata una stella al Giro d'Italia 2016. La salita di Sestola, in provincia di Modena, è lo scenario scelto da Giulio Ciccone per raccontare la sua favola: vincere una tappa della Corsa Rosa alla prima partecipazione e nell'anno del debutto tra i professionisti. Il 21enne teatino della frazione Brecciarola è riuscito a bruciare le tappe e a coronare il sogno che cullava fin da bambino, regalandosi così l'ebbrezza di salire sul gradino più alto del podio del Giro d'Italia. Con un mix di incredulità e timidezza, subito dopo aver tagliato il traguardo della tappa di ieri, ha dichiarato: «E' un'emozione grandissima e inspiegabile. Oggi (ieri, ndc) è il giorno più bello della mia vita. Non mi sembra vero, è come se fossi in una bolla. Finalmente ho ottenuto la mia prima vittoria da professionista. È la dimostrazione di come la nostra squadra (la Bardiani Csf, ndc) sia una grande famiglia. Siamo un ottimo gruppo. Devo ringraziarli tutti, in particolar modo il mio compagno di team Nicola Boem, che si è sacrificato per me. Spero di averlo ripagato. Che giornata meravigliosa!».
Il volto pulito e il sorriso di Ciccone hanno illuminato il Giro. In tanti hanno voluto fargli i complimenti. L'ex campione del mondo, Mario Cipollini, lo ha applaudito sul traguardo e, dopo avergli stretto la mano sul palco del "Processo alla tappa", si è detto «estremamente felice» per la vittoria di un corridore così giovane. Il ciclista miglianichese Dario Cataldo, che ha seguito la corsa in televisione, ha affidato il tributo di Ciccone alla sua pagina Facebook: "Che emozione...Che emozione che hai regalato a tutte quelle persone che non solo credevano in te, ma che ti hanno sempre seguito e cresciuto. Non potevi ripagarli in modo più bello. Bravo bravo bravo».
Il ds della Bardiani Csf, Roberto Reverberi, ha definito «un'impresa straordinaria» la vittoria di Ciccone e ha poi aggiunto: «Giulio ha dimostrato di avere classe. Non è da tutti riuscire a fare una cosa del genere in soli cinque mesi di professionismo». Non potevano mancare le reazioni sul profilo Facebook del corridore teatino. Un fan, Paulo Douglas Blasi, gli ha rivolto i complimenti addirittura dal Brasile.
La carriera. Prima di essere ingaggiato dalla Bardiani Csf (formazione della categoria Professional), Ciccone è stato per due stagioni tra i dilettanti del Team Colpack e si è trasferito a Bergamo, dove risiede da qualche anno e dove c'è Anna Piccoli, la sua ragazza. Da dilettante il 21enne teatino si è messo in luce vincendo, tra l'altro, la classifica degli scalatori del Giro della Valle d'Aosta (per due anni consecutivi) e piazzandosi al sesto posto nella classifica generale del Tour de l'Avenir 2015, con la maglia della Nazionale under 23. In questi primi mesi da professionista Ciccone, classe 1994, ha già mostrato di avere numeri interessanti al Giro del Trentino e ha preso parte anche alla Amstel Gold Race, prestigiosa gara olandese di metà aprile. Ama definirsi uno scalatore "dallo spunto veloce" ed è un grande ammiratore di Valentino Rossi. Tra i ciclisti, invece, Ciccone si ispira agli spagnoli Alberto Contador e Joaquim Rodriguez. Tra le gare di un giorno sogna di vincere, prima o poi, la Liegi-Bastogne-Liegi. Ieri, intanto, Ciccone ha lasciato tutti a bocca aperta ed è già entrato nella storia del ciclismo italiano: il suo nome, infatti, è al terzo posto, dietro Fausto Coppi e Luigi Marchisio, tra i vincitori più giovani di una tappa del Giro d'Italia. Quella scritta da Ciccone a Sestola, sull'appennino modenese, ha davvero tutta l'aria di una favola da raccontare per chissà quanti anni.
Gaetano Lombardino

