Ciccone: «Pedalo per il Giro d’Italia»

27 Gennaio 2017

La tachicardia, le operazioni al cuore e il ritorno in bici

CHIETI. Giulio Ciccone è tornato ad allenarsi. E sta pedalando per essere pronto per il Giro d’Italia del Centenario. E’ l’obiettivo che si è dato il portacolori della Bardiani-Csf esploso l’anno scorso – alla prima stagione da professionista – grazie alla vittoria della tappa di Sestola della corsa rosa.

Il corridore teatino è a Bergamo, è lì che si allena su strada e in palestra. Lavora per recuperare il tempo perso a causa di una doppia operazione al cuore. Niente di invasivo, niente di preoccupante per il futuro della carriera. Così gli hanno detto i medici del Centro Cardiologico Monzino di Milano. «Messa così sembra una cosa seria», sorride il 22enne corridore di Chieti, «in realtà sono stati due interventi ablativi, il primo il 24 ottobre e il secondo il 29 dicembre. Tutto a posto e ora pedalo come sempre. L’unica scocciatura è che ho perso del tempo prezioso e quindi devo rifare la preparazione dall’inizio». E’ lo stesso Giulio Ciccone a raccontare la storia degli ultimi mesi. «Dopo il successo di Sestola al Giro d’Italia un po’ la vita mi è cambiata», le sue parole, «c’è stata una maggiore attenzione mediatica. E la gente ha maggiore considerazione del sottoscritto. Ho continuato a correre, ma , ad agosto ho notato l’accelerazione del battito cardiaco. D’intesa con lo staff medico abbiamo deciso per un intervento non invasivo, era un nervo che dava fastidio e che creava problemi. Fortunatamente, non era un difetto congenito. I medici sono stati subito chiari dopo i primi accertamenti, ma, al tempo stesso, mi hanno consigliato l’operazione dopo la quale sono tornato in bici, ma c’erano ancora dei residui. E così il 29 dicembre scorso, grazie a un altro intervento, abbiamo messo tutto a posto. Ora penso solo a correre». E’ in ritardo con la preparazione, ma trattandosi di problemi cardiaci l’attività agonistica passa in secondo piano. «Certo, ma non ho mai avuto paura per la mia salute. Nemmeno di vedere compromessa la stagione».

La Bardiani-Csf è una delle squadre ammesse al Giro d’Italia attraverso la Wild card che la Rcs Sport ha concesso anche in virtù del successo nella coppa Italia. «Sto lavorando con l’obiettivo di farmi trovare pronto», sostiene Ciccone, «fermo restando che la decisione spetta al team. Io, però, ci provo. Il Giro è un obiettivo, ma non un’ossessione, nel senso che ci sono anche altri appuntamenti importanti nel 2017. In questo momento io devo pensare solo ad allenarmi per entrare al più presto possibile in forma».

Bici e palestra a Bergamo dove vive da quando aveva 18 anni. «E’ la mia seconda città, ma la prima ovviamente è Chieti. In queste settimane ho seguito da lontano le tragedie che hanno sconvolto l’Abruzzo. E’ stata una sofferenza a distanza».

A Chieti, in località Brecciarola, c’è la famiglia, ovvero il papà Roberto, la mamma Silvana, il fratello maggiore Guglielmo, di 23 anni, e la sorella Roberta, di 15 anni. «Devo dire che la famiglia mi è stata molto vicina in questi mesi, così come devo ringraziare il team Bardiani-Csf che mi ha sostenuto senza mettermi pressione sui tempi di recupero».

Due parole, infine, sull’esclusione della Nippo Vini Fantini dal Giro d’Italia. «A maggior ragione che sono un abruzzese, mi dispiace per la decisione presa. Spero che faccia comunque una nuona stagione».

@roccocoletti1

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