Ciccone: punto a vincere la tappa aquilana del Giro

7 Gennaio 2019

Il teatino all’esordio con la Trek-Segafredo: «Sono in un team prestigioso Il mio sogno nel cassetto? Impormi nella Liegi-Bastogne-Liegi»

CHIETI. Giulio Ciccone è pronto al grande salto. Il 24enne corridore teatino, dopo aver chiuso la brillante esperienza con la Bardiani Csf, si appresta a vivere l'avventura con la Trek-Segafredo, formazione statunitense con licenza World Tour. Ciccone svela al Centro i programmi della stagione che sta per iniziare e parla dei primi approcci con la sua nuova squadra.
Come si sta preparando per il debutto nella Trek-Segafredo?
«La preparazione invernale è sempre la stessa e ricalca quella degli anni passati. Da un mese sono tornato ad allenarmi in bicicletta e ho già svolto un periodo di ritiro con la squadra in Sicilia. Sabato parto con i miei nuovi compagni per un'altra fase di ritiro che faremo in Spagna».
Quando ci sarà la prima gara con la sua nuova squadra?
«Ci siamo, ormai. A fine mese, proprio in Spagna, debutterò nel Challenge di Maiorca, corsa che si svolge in quattro prove in programma dal 31 gennaio al 3 febbraio. Non vedo l'ora di iniziare».
Lei ha firmato un contratto biennale con la Trek-Segafredo. Cosa si prova a fare parte di un team così prestigioso?
«È una grande emozione e so di giocarmi una chance importante della mia carriera. Mi sto piano piano ambientando e sto conoscendo i vari componenti della squadra. Il gruppo è ottimo ed è stato allestito per raggiungere grandi obiettivi. Affronto questa nuova avventura con la massima umiltà e il massimo impegno. Sono carico».
Pensa già al Giro d'Italia?
«Ovviamente. Mi sto preparando per essere al via della Corsa Rosa (in programma dall'11 maggio al 2 giugno, ndc) al top della forma. Avrò un ruolo da jolly, ma in primis sarò al servizio del capitano della squadra, che al Giro dovrebbe essere l'olandese Mollema».
Il 17 maggio il Giro parte da Vasto e arriverà a L'Aquila, a dieci anni dal sisma che ha colpito il capoluogo abruzzese. Un pensierino per la vittoria di tappa lo fa?
«L'arrivo in Abruzzo mi stuzzica sempre. Quest'anno, poi, ha un significato ancora più importante. Certamente quella dell'Aquila è una tappa sulla quale punto parecchio e se ci sarà modo di provare a fare qualcosa di bello non mi tirerò indietro».
Con la Trek-Segafredo potrà partecipare anche alle Classiche del World Tour. Quale le piacerebbe disputare?
«Quest'anno debutterò alla Liegi-Bastogne-Liegi (il 28 aprile, ndc), che è la Classica dei miei sogni fin da bambino. Più di questo non potevo chiedere».
Delle stagioni trascorse alla Bardiani-Csf che ricordo conserva?
«Sono stati tre anni belli, durante i quali ho imparato molto e ho conosciuto il mondo dei professionisti. Il ricordo indelebile rimane la vittoria di tappa a Sestola, al Giro d'Italia del 2016, nel mio primo anno tra i “grandi”. C'è stata anche qualche difficoltà, per esempio quando, nell'autunno del 2016, ho subìto un intervento chirurgico per eliminare un disturbo cardiaco e sono stato per un po' lontano dalle gare».
In cosa crede di dover migliorare in futuro?
«Le prove a cronometro erano il mio tallone d'Achille. Sto lavorando per migliorare sotto questo punto di vista, facendo anche dei test specifici».
Qual è il suo sogno nel cassetto?
«Vincere la Liegi-Bastogne-Liegi. Per adesso è già un sogno riuscire a correrla, poi un giorno chissà...».
Gaetano Lombardino
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