Ciccone salta il Giro, forse farà il Tour

Il team annuncia il forfait, il corridore teatino è ancora bloccato dal Covid: «Questa rinuncia mi spezza il cuore»
CHIETI. Era nell’aria da un po’ e adesso è ufficiale: niente Giro d’Italia per Giulio Ciccone. Nella nota ufficiale della sua squadra, la Trek Segafredo, si legge che «la decisione è stata presa per il persistere dei sintomi del Covid e per il troppo poco tempo rimasto per permettere a Giulio di essere al Giro in buona salute e competitivo». Rammarico e delusione nelle parole del ciclista teatino. «Rinunciare al Giro mi spezza il cuore. Non riesco a trovare altre parole per descrivere i miei sentimenti in questo momento. Avrei affrontato la mia gara preferita dopo il miglior inizio di stagione della mia carriera. Sarei partito da casa, dal mio Abruzzo: un evento storico, anzi unico. Era tutto perfetto. Mi sembra assurdo. Il pensiero di cosa avrei potuto fare in questo Giro resterà nella mia mente a lungo. Devo recuperare nel migliore dei modi perché la stagione è lunga e il rischio di comprometterla sarebbe troppo alto. È una decisione difficile, appena tornerò a correre trasformerò questa delusione in determinazione».
I fatti. Giulio Ciccone è risultato positivo al Covid (per la terza volta) il giorno successivo alla Liegi-Bastogne-Liegi. Subito è arrivato il comunicato della squadra che ha messo in stand by la partecipazione del corridore al Giro fino alla nota di ieri che ha ufficializzato lo stop. Ciccone ha ancora sintomi e a pochi giorni dal via della corsa rosa è arrivata la decisione di fermare il corridore.
I prossimi obiettivi. Ciccone e la Trek dovranno ora cambiare un programma che dopo il Giro prevedeva un periodo di riposo per tornare competitivo nella seconda parte della stagione alla Vuelta. L’idea potrebbe essere quella di concentrarsi sul Tour de France. La corsa francese regalò a Ciccone la grande notorietà con la maglia gialla indossata nel 2019 e potrebbe diventare il vero obiettivo del ciclista abruzzese da qui fino alla fine dell’anno. Niente Giro, niente Vuelta, ma tutto sul Tour de France? Potrebbe essere un’idea e se ne riparlerà nei prossimi giorni. Resta il rammarico grande per non poter vedere Ciccone a un Giro che parte dall’Abruzzo e con la tappa di Campo Imperatore che era disegnata ad hoc per il ciclista teatino. E c’è una logica e comprensibile delusione da parte dei tifosi e di chi ha fortemente voluto l’Abruzzo protagonista al Giro 2023. Ciccone non poteva aspettare ancora qualche giorno prima di una decisione ufficiale? Vista l’ottima condizione che aveva una settimana di stop non avrebbe compromesso tanto, ma la salute va tutelata e, se lo staff medico della Trek ha deciso così, l’assenza del corridore va accettata.
Enrico Giancarli
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