Cillessen, titolare triste Krul, pararigori felice

7 Luglio 2014

Il protagonista: «Non ho dormito». Il numero 1: «Scusa a tutti»

INVIATO A RIO DE JANEIRO. Si guardano, sorridono. Sembrano due amici in vacanza, magari appena scesi dall’aereo visto che sono entrambi bianchi slavati e fuori ci sono 32 gradi e un sole che spiomba. Quanto siano amici è difficile dirlo, di solito i rapporti tra portieri titolari e riserve sono sempre complessi, invidia e orgoglio sono bestie difficili da domare. Certe volte ci si supporta, più spesso ci si sopporta. Ma questo è il giorno della gioia, delle telecamere, della bella favola, e allora Tim Krul e Jasper Cillessen hanno l’alibi perfetto per trasformare il tutto in una telenovela. Brasiliana, naturally.

Ah, per intenderci. Krul è quello entrato per parare i rigori, Cillessen è quello sostituito tra imprecazioni, calci alle bottiglie e “vaffa” senza ritegno. Krul è quello che si prende i riflettori e risponde come una star, Cillessen è quello che resta un po’ in disparte , risponde a monosillabi e capisce che forse tutta questa storia non è poi un grande affare per la sua immagine.

La favola di Krul. Riservare la copertina all’eroe del giorno è il minimo. 26 anni, numero 1 del Newcastle, tanta panchina in nazionale e qualche apparizione in amichevole come contentino. Sa che tutto questo clamore è per lui. Si muove bene, risponde sicuro, gode del fatto che su tre domande, due sono per lui e una per Cillessen.

«Per tutta la notte mi è passato davanti il solito flash: l’ultimo rigore, i compagni che corrono verso di me, mi abbracciano. Una scena vista centinaia di volte in tv, ma stavolta il protagonista ero io. Incredibile». Poi una mano tesa al compagno che siede lì vicino. «Jasper al momento è il titolare e noi dobbiamo solo continuare a sostenerlo, come abbiamo fatto fino a ora. Non mi piace sentir parlare di gelosia, è chiaro che chi non gioca cerca sempre di dare il meglio per dimostrare di essere pronto per giocare. Tutto qua».

C’è stata anche qualche critica per il comportamento di Krul. Quei movimenti in mezzo alla porta (alla Grobbelaar e Dudek per capirci) non sono apparsi il massimo della sportività. Ma il gigante Tim è talmente sicuro di sé, che rivendica il tutto con orgoglio. «Abbiamo un piano per ogni partita. Il portiere deve sfruttare tutti i mezzi che ha a disposizione. Prima di ogni rigore sono anche andato dai vari giocatori del Costa Rica e ho detto “so bene dove lo calcerai”. Non ho fatto niente di sbagliato, non ho urlato in modo aggressivo, non ho provocato nessuno. Avevo fatto la stessa cosa in Premier con Lampard ed era andata bene, mi sembrava giusto riprovarci».

Poi rivela: «L’allenatore e il preparatore dei portieri mi avevano detto prima della partita che, se ci fosse stato ancora un cambio, c’era la possibilità che mi inserissero per i calci di rigore. Ovviamente ho vissuto la partita con uno stato d’animo molto particolare, più si avvicinava la fine e più mi rendevo conto che forse sarebbe toccato a me. E così è stato... ».

L’inquieto Cillessen. Ascolta e gioca in difesa Cillessen anche perché capisce che qui non sono proprio a fargli festa. Così si concede poche parole, come il portiere che nel dubbio mette i pugni e allontana la palla. La maglia da titolare sarà di nuovo sua contro l’Argentina, ma intanto qui c’è da spiegare perché Van Gaal l’ha fatto fuori, preferendogli un altro nel momento più importante del Mondiale.

«È vero, sul momento non avevo preso bene il cambio – commenta – e infatti ho chiesto scusa a tutti. Non c’entra la gelosia. Certo, magari avrei avuto una reazione diversa se l’avessi saputo prima...». Poi confida: «Se ho notato che Krul si stava riscaldando? Sì, abbiamo avuto diversi corner in quella zona del campo, quindi me ne sono accorto. Sono comunque rimasto concentrato sulla partita anche se qualche domanda me la sono fatta. Ho pensato che il nostro allenatore facesse scaldare Tim nel caso avessi avuto qualche problema fisico, per averlo subito pronto all’uso».

Poi in chiusura la frase che è tutto un programma. «Ora ho voglia di dimostrare che posso fare anch’io quello che ha fatto Tim». Capito Van Gaal? Se lo togli di nuovo, ti aveva avvertito...

©RIPRODUZIONE RISERVATA