Cinico e spietato: il Pescara sbanca Cosenza dopo 21 anni grazie a Tumminello e Galano

Le prodezze dei singoli e la compattezza di squadra regalano il secondo successo di fila in attesa dei miglioramenti sul piano del gioco
Cinismo, carattere e capacità di soffrire: metti insieme ed ecco che il Pescara sbanca il San Vito-Marulla cogliendo la seconda vittoria di fila. Non una gara convincente sul piano del gioco, ma estremamente concreta. Di quelle che aiutano a creare autostima nel gruppo in attesa di tempi migliori per quel che riguarda lo sviluppo della manovra. Il massimo risultato con il minimo sforzo per i biancazzurri che non perdonano al Cosenza quelle esitazioni fatali che hanno fatto la differenza nel pomeriggio assolato consumato davanti a oltre ottomila spettatori. Una vittoria che spezza il tabù cosentino, visto che il Pescara aveva vinto appena tre sfide da queste parti, l’ultima volta 21 anni fa, esattamente il 29 novembre 1998, quando si impose con un netto 5-1. Questa volta il successo è sofferto, strappato con le unghie e con i denti, sfruttando i rari momenti in cui è riuscito a mettere in mostra le proprie qualità. Si tratta del primo colpo esterno stagionale, il secondo del 2019 dopo quello colto a Crotone (2-0) il 16 febbraio scorso. Tre punti arrivati sfruttando gli spunti dei singoli, quelli di Di Grazia, capace di conquistarsi il rigore che ha sbloccato il risultato al 30’ del primo tempo, e di Galano che a un paio di minuti dalla fine ha monetizzato un lancio smarcante di Kastanos che ha colto di sorpresa la difesa silana. In mezzo una prodezza di Sciaudone, al 25’ della ripresa, un sinistro dalla distanza che ha trafitto Fiorillo. Il Cosenza sul piano della corsa, della fisicità e dell’organizzazione di gioco è stato superiore. Ma è andato a sbattere puntualmente sul muro eretto davanti a Fiorillo, vuoi per la bravura dei biancazzurri vuoi per la scarsa qualità degli avanti di Braglia. Tanto fumo e poco arrosto per il Cosenza ancora a secco di successi, ma con un Kanoutè di gran lunga il migliore in campo. Sì, proprio l’ex biancazzurro ceduto in prestito in estate ai rossoblù. Ha dominato la scena a centrocampo e nel primo tempo ha anche chiamato alla deviazione in angolo Fiorillo dopo uno slalom e una conclusione dalla distanza. Il Pescara ha prodotto poco sul piano del gioco. Il rimpianto è rappresentato dall’occasione sciupata da Galano, subito dopo il rigore trasformato da Tumminello. Poi, poco o nulla. Partita non bella sul piano tecnico, ma vibrante. Combattuta sul piano agonistico a cui il Pescara ha pagato dazio in termini di infortuni. Sì, perché Zauri è stato costretto a consumare le tre sostituzioni prima per togliere Tumminello (sospetta distorsione al ginocchio), al 39’, poi Campagnaro (problemi muscolari), al 44, e infine l’ex Palmiero (problemi al ginocchio), alla mezzora della ripresa. Tutte sostituzioni forzate. Ma va sottolineato che il lancio smarcante che ha liberato Galano davanti al portiere per la rete dell’1-2 sia stato proprio di Kastanos che ha avuto un buon impatto sulla partita. Pescara non bello ma concreto, una peculiarità essenziale per fare risultato al San Vito-Marulla. In attesa del gioco va rimarcata la compattezza di squadra. È vero che ha subito il Cosenza, ma di grandi occasioni davanti a Fiorillo non se ne ricordano. Se i calabresi hanno pagato a caro prezzo l’evanescenza del tridente d’attacco, al contrario il Delfino ha potuto sfruttare le giocate dei singoli: dal guizzo letale di Di Grazia alla prodezza di Galano, al terzo gol in altrettante partite, uno che ama svariare su tutto il fronte d’attacco e che rischia di essere limitato giocando solo a destra. Ora all’orizzonte c’è un esame di maturità, quello di sabato in casa alle ore 15 contro la Virtus Entella capolista a punteggio pieno. Servirà qualcosa in più al Pescara per allungare la scia di risultati positivi, ma Zauri sta mettendo basi solide al suo progetto.
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