Cinquina dell’Inter: è sola in vetta Tris della Juve, rimonta Napoli

17 Settembre 2023

I nerazzurri danno una dimostrazione di forza nel derby contro il Milan: arriva il 4° successo di fila  Vlahovic e Chiesa trascinano i bianconeri contro la Lazio. I partenopei nel finale pareggiano a Genova

MILANO. Lassù dove sta la Madonnina: o mia bela Inter, ti de dominet Milàn. Con l'accento sulla seconda vocale, ma non solo, a giudicare dal punteggio. Finisce 5-1 per l'Inter, che convince negli undici partenti e con i subentri, per una cinquina di vittorie consecutive che mai s'erano viste nella storia del derby e che mai si erano disputate tutte nello stesso anno solare. Epilogo di una partita per cui Inzaghi e Pioli non avevano giocato a fare gli illusionisti, alla vigilia, millantando soluzioni che non si sono viste. Nel 16 settembre che è anche il giorno di David Copperfield, si gioca senza sorprese: Kjaer dentro per Kalulu tra i rossoneri, nel centrocampo interista all'inizio non c'è l'ultimo eroe di San Siro, quel Davide Frattesi che solo 4 giorni aveva regalato punti all'Italia con la doppietta all'Ucraina. Da una parte e dall'altra si gioca su muscoli e accenti semitici, con Calhanoglu e Krunic a far da play, Mkhitaryan e Reijnders a tentar da subito gli strappi. L'ultima volta che s'erano affrontati a pari punti, il vulnus del 6-0 rossonero del 2001 aveva fatto passare in subordine ogni altro dato statistico. L'Inter, reduce da quattro vittorie consecutive tra campionato, Supercoppa e Champions, 5 di fila non ne aveva mai messe insieme. Ed è proprio al minuto 5 che l'Inter passa: Thuram scappa sulla destra a Thiaw, Dimarco calcia e Mhkitaryan con un tocco liftato rompe l'equilibrio.
L'Inter sfrutta la strada che si fa subito in discesa e la spinta di San Siro per collezionare angoli e mettere lì i cugini. Raddoppio dell’Inter con Thuram: sassata nel sette e 2-0 al minuto 39. Nel diluvio della ripresa la prima zampata è di Leao: Giroud è solo e imbuca nello spazio il portoghese, che costringe Sommer a raccogliere per la prima volta in stagione la palla dalla rete. Si apre la porta girevole dei cambi e porta forze fresche su un campo che si appesantisce. È Mhkitaryan a chiuderla. Si accendono le luci a San Siro, quelle dei telefonini dei tifosi che indicano la via a Calhanoglu: c'è lui, da ex, a segnare dal dischetto dopo che Theo allunga il piede su quello di Lautaro. Nel finale, Frattesi regala l'apoteosi all'Inter e contribuisce a riscrivere la storia: mai s'erano contate 5 vittorie consecutive dell'Inter e l'algebra del 2023 mette in risalto numeri che non servono algoritmi per elaborare nella loro evidenza. «Abbiamo fatto un buonissimo derby», ha detto Simone Inzaghi. «Siamo stati concentrati nelle distanze, gol nei momenti giusti, chi è entrato lo ha fatto bene. Complimenti ai ragazzi. Sappiamo che non è niente, è un buonissimo inizio. Ora abbiamo partite ravvicinate e dobbiamo prepararci bene». «Dispiace perdere il derby», le parole di Stefano Pioli, «ma eravamo in partita fino al terzo gol. L’Inter in alcune occasioni è stata più scaltra di noi, più furba».
La Juve c’è. I gemelli del gol della Juve brillano ancora: Vlahovic (doppietta) e Chiesa trascinano (3-1) i bianconeri contro la Lazio, Allegri con il suo tandem d'attacco batte Sarri e si assesta al secondo posto in classifica. Per i capitolini è un altro brusco stop, la rete di Luis Alberto ha fatto sognare la rimonta solo per pochi minuti. È praticamente la stessa Juve di Empoli, cambia solo il portiere: Szczesny ha recuperato e si riprende il posto. Buona la partenza dei bianconeri che sbloccano il risultato e poi legittimano il successo. «Era importante vincere uno scontro diretto e trovare i primi tre punti stagionali in casa: c'era un'atmosfera positiva, i tifosi ci hanno dato una grande mano» le parole di Massimiliano Allegri. Polemico silenzio stampa della Lazio che protesta per una presunta irregolarità sul primo gol.
Rimonta Napoli. Pareggio al cardiopalma tra Genoa e Napoli. Finisce 2-2 al Ferraris, al termine di una sfida molto aperta e conclusasi con la rimonta della compagine partenopea, apparsa comunque in difficoltà per larghi tratti di partita.
Angelo Caradonna