Club Italia e giovani, così nasce l’impresa

Giocano come veterane e si divertono come bambine: le azzurre sono pronte a scrivere un’altra pagina di storia
Le avevo lasciate a Rio de Janeiro nel 2016, dopo un'Olimpiade in cui la delusione per il risultato si era mischiata alla tristezza degli addii eccellenti della capitana Eleonora Lo Bianco e Antonella Del Core, le colonne portanti di una Nazionale che per anni aveva regalato sorrisi e vittorie al popolo del volley e non solo. Insieme a loro un gruppo di fantastiche atlete che fino a due anni prima, nell'anno del Mondiale italiano, avevano fatto sognare milioni di appassionati. Era da lì che si sarebbe dovuto ripartire, dal giorno successivo alla cavalcata trionfale che ci aveva condotti fino alla semifinale persa poi contro la fortissima Cina.
L'errore di aver voluto trasformare un quarto posto in un risultato prestigioso lo abbiamo pagato caro nei due anni successivi perché quel gruppo, dopo il 2014, non era più riuscito a raggiungere risultati apprezzabili.
Si sarebbero dovute fare delle scelte drastiche, il famoso ricambio generazionale, ma la qualificazione a Rio de Janeiro 2016 era già alle porte e nessuno poteva immaginare la rassegna continentale più importante senza la Nazionale di volley femminile.
Ma raggiungerla sarebbe stata impresa ardua perché le azzurre stavano facendo sempre più fatica a stare al passo con le altre potenze europee. E così c’è voluto il coraggio di Marco Bonitta, l'allora ct dell'Italia, a buttare nella mischia di un torneo preolimpico complicato, che assegnava due posti per Rio, le semisconosciute Paola Egonu e Anna Danesi insieme alla palleggiatrice Orro, addirittura provenienti dal Club Italia. Qualcosa stava cambiando, questo era evidente, ma ci sarebbe voluto del tempo. Dopo la spedizione fallimentare di Rio, però, succede qualcosa di importante. Marco Bonitta lascia e al suo posto arriva Davide Mazzanti, a detta di tutti l'allenatore più valido nel panorama italiano. Tante le novità nella lista delle convocate del ct Mazzanti, sopratutto giovani provenienti dal Club Italia ma che avevano avuto nel frattempo la possibilità di disputare un campionato di serie A, pur appartenendo ad un club della federazione.
Quello che è successo in Italia infatti non ha precedenti e rappresenta, forse, il vero segreto del successo del volley femminile nel Mondiale in corso in Giappone. Un accordo tra la Fipav e la Lega pallavolo Serie A femminile consente al Club Italia di iscriversi in serie A1 concedendo la possibilità alle azzurre di misurarsi con uno dei campionati più difficili al mondo. Una crescita rapida e impressionante di alcune giovani, come Egonu e Danesi, per citarne alcune, concede a Davide Mazzanti una base già solida sulla quale lavorare, infonde coraggio a tutto il movimento, atlete comprese, e ne spinge alcune fra le veterane come Monica De Gennaro e Serena Ortolani (moglie di Davide Mazzanti) a rinunciare al proprio tempo libero per destinarlo all'ennesimo collegiale azzurro. Inizia cosi il nuovo percorso della giovane Italia fatto di lavoro e fatica, ma ripagato con la crescita rapida di alcuni elementi.
Certo, guardato da fuori era un progetto che lasciava perplessi. A molti scettici, me compresa, sembrava che il mix non potesse funzionare, che ci fosse poco equilibrio e che il tempo a disposizione non fosse sufficiente. Gli unici a crederci sempre sono stati loro, i protagonisti, con a capo il tecnico che da quando ha preso in mano questa Nazionale non ne ha sbagliata una.
Non credo che il percorso sia stato semplice ma oggi, ed è ciò che conta, giocano come veterane e si divertono come bambine. Questo è il segreto di un gruppo che è arrivato all'esordio di una competizione mondiale con la mente sgombra dalle pressioni e la voglia a mille. Le vedi dalle facce, da quella della Sylla che solo a guardarla ti infonde buonumore. Per lei un mondiale strepitoso dopo l'esclusione dall'ultimo europeo a causa di un fantomatico, inesistente, doping. A quella della Egonu pronta a scendere in campo anche per due partite consecutive tanta è l'adrenalina che si porta in corpo. Dall'esuberanza della Chirichella che ha capito alla perfezione il ruolo della capitana alla concentrazione del libero Mochi De Gennaro, sangue campano e atteggiamento nordico. 10 successi consecutivi in una competizione ufficiale che non arrivano per caso.
E' una squadra giovane ma concreta, spregiudicata ma ordinata, umile e spietata come nel match disputato contro le padrone di case, eliminate alla fine di un'estenuante maratona che ha visto l'opposto Egonu tagliare un nuovo personale traguardo, 36 punti di cui 10 realizzati solo nel tie break. Monstre! Una semifinale raggiunta più che meritatamente e il riposo necessario per studiare la Cina, già battuta in questo Mondiale, per continuare a stupire. Avanti ragazze!
* commentatrice
RaiSport

