Coda: l’ottavo posto? Possiamo fare meglio

Il centrale difensivo: «Con un pizzico di malizia potevamo avere almeno 8 punti in più. Pettinari il top della B, Capone un talento»
PESCARA. L’avventura col Pescara sembrava stregata, invece Andrea Coda è tornato protagonista. Da quando è sbarcato in Abruzzo (gennaio 2016), il difensore ha dovuto combattere contro una serie interminabile di infortuni. In un anno e mezzo, da gennaio 2016 a giugno 2017, appena 17 presenze, 4 in più rispetto a quella collezionate nel torneo in corso in soli 4 mesi con Zeman. La svolta con il ritiro dell’estate scorsa che ha messo a dura prova il fisico del 32enne di Massa. «Per fortuna sono sopravvissuto, non ho mai svolto una preparazione così dura nella mia carriera».
Coda ha militato con squadra blasonate, come Udinese e Samdoria, accumulando ben 218 partite in serie A. Il suo contratto scadrà il 30 giugno e, al termine del calciomercato, parlerà con la società per capire se ci saranno i presupposti per il rinnovo.
«Mi piacerebbe tanto giocare ancora con il Pescara. Le emozioni che ho provato qui durante i festeggiamenti per la promozione in A non le avevo mai vissute, nemmeno quando conquistai con l’Udinese l’accesso ai preliminari di Champions League». Il centrale difensivo sa che finora il cammino del Delfino non è stato soddisfacente e i tifosi si aspettano uno scatto nel girone di ritorno.
Coda, sabato si ricomincia sul campo del Foggia.
«Andremo allo Zaccheria per ottenere il massimo. Troveremo un’atmosfera caldissima, ma non ci faremo condizionare. E non dovremo pensare al match di andata (vinto 5-1 dal Delfino, ndr), quella è stata una gara fasulla che sarebbe potuta finire 9-6. Era la prima di campionato e c’erano più di 30 gradi, ma sabato sarà tutt’altra storia».
Il Pescara è undicesimo. Si potrebbe fare meglio, non crede?
«Certamente. Avremmo potuto avere almeno 8 punti in più. Ci sono mancate un pizzico di malizia e l’attenzione necessaria per portare in porto alcune gare già chiuse. In particolare, quelle contro Salernitana ed Entella sono state allucinanti. Comunque sia, abbiamo le carte in regola per entrare nei play off. Finora sono Perugia ed Empoli ci hanno messo in seria difficoltà, mentre col Brescia in casa è stata semplicemente una giornata storta. L’ottavo posto? Possiamo fare meglio».
Chi le ha dato la forza per ripartire dopo i tanti infortuni?
«Ormai da anni lotto contro la malasorte, però non ho mai mollato. Credo di avere un grande forza interiore e, ovviamente, la mia famiglia mi è stata sempre vicina. Per fortuna l’estate scorsa ho svolto l’intero ritiro con Zeman e i risultati si vedono. È stato terribile, ma sono sopravvissuto».
Il suo contratto scadrà a giugno. Resterà a Pescara?
«Questo è il mio obiettivo. Qui mi trovo benissimo. Ho un bel rapporto con la società e i tifosi, adoro il mare e spesso vado a pesca. È il mio hobby preferito. Poi quello che è successo dopo la promozione in A mi è rimasto nel cuore. Quelle scene di festa dopo la gara di Trapani non le avevo viste nemmeno a Udine dove conquistammo l’accesso alla Champions League».
Tra i suoi compagni chi farà una grande carriera?
«Credo che Capone sia una promessa e aggiungo che nel girone di andata non ha espresso tutte le sue qualità. Può fare molto di più. Poi ci sono Carraro che ha tecnica e visione di gioco e Elizalde che potrà diventare un ottimo difensore».
Chi andrà direttamente in serie A?
«Per me la squadra più completa per qualità della rosa e organizzazione di gioco è il Frosinone. Alle spalle dei ciociari, indico il Bari e subito dopo il Palermo».
Chi è l’attaccante più forte della B?
«Pettinari. Quando ci siamo incontrati il primo giorno di ritiro ho capito subito che avrebbe disputato una stagione bellissima. Si è presentato con una carica incredibile. Dopo Pettinari dico Paulinho, Ciofani, Dionisi e Nestorovski».
È il più rognoso che ha incontrato nella sua carriera?
«Senza dubbio Ibrahimovic. Zlatan non si ferma nemmeno con le “cattive”, ha una forza fisica impressionante. Poi mi viene in mente Sanchez dell’Arsenal, che per fortuna a Udine giocava con me. Quando ti punta è incontenibile».
A proposito di Udinese, è sorpreso dall’exploit di Oddo?
«Sinceramente no. Quando era qui ho capito subito che era un tecnico con idee molto valide. Inoltre, può contare su uno staff di enorme spessore. Donatelli a livello tattico ha una preparazione elevatissima e la presenza di Luciano Zauri è molto utile, dal momento che è stato un calciatore di alto spessore. Purtroppo, l’anno scorso in A col Pescara, Oddo ha dovuto fare i conti con la sfortuna. Salvarci sarebbe stata un’impresa, ma credo che sul rendimento decisamente negativo abbiano influito anche le vittorie mancate nelle prime gare. Se avessimo battuto il Napoli o l’Inter, forse la stagione avrebbe preso una piega diversa».
E su Zeman cosa dice?
«Non è affatto un sergente. Da qualche dichiarazione può apparire distante da noi, invece scherza spesso. Dobbiamo seguirlo fino in fondo perché nel girone di ritorno potremo toglierci parecchie soddisfazioni. Ripeto, quasi nessuna squadra ci ha messo sotto e abbiamo le qualità per cambiare il volto al nostro campionato».
È vero che sa cucinare?
«Sì, mi piace dilettarmi tra i fornelli e preparare soprattutto piatti a base di pesce».
Cosa farà dopo aver appeso le scarpe al chiodo?
«Non ci ho ancora pensato. Continuerò a giocare fino a quando il fisico me lo consentirà. E non so se resterò in questo ambiente. Magari comprerò un peschereccio...».
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