Colavitto: grande equilibrio ma il Matelica è la più forte

30 Agosto 2019

PESCARA. Con la Vastese sembrava tutto fatto, ma alla fine l’accordo è saltato. Poi sono arrivate le chiamate di Matelica e Chieti e nei giorni scorsi quella del Lanciano. Tutte trattative che non si...

PESCARA. Con la Vastese sembrava tutto fatto, ma alla fine l’accordo è saltato. Poi sono arrivate le chiamate di Matelica e Chieti e nei giorni scorsi quella del Lanciano. Tutte trattative che non si sono concretizzate. Oggi Gianluca Colavitto, 48 anni compiuti ieri, è il disoccupato di lusso della serie D. Al tecnico campano, residente a Lanciano, non è bastato centrare la salvezza sulla panchina dell’Avezzano per trovare squadra. Eppure di contatti ce ne sono stati tanti. «Mi hanno fatto piacere», dice Colavitto, «vuole dire che il mio lavoro è stato apprezzato. Mi sarebbe piaciuto partire dall’inizio per incidere sul mercato, ma così non è stato. Le trattative ci sono state ma tra il dire e il fare...». In attesa di una chiamata, Colavitto fa le carte al campionato ormai alle porte.
Qual è la squadra favorita?
«Il Matelica del mio amico Ciccio Micciola (direttore sportivo, ndr) è la più forte. Non ci sono altre squadre all’altezza. Il Matelica ha un organico troppo superiore agli altri».
E il Pineto?
«È una di quelle squadre che, alla pari del Campobasso e della Recanatese, può giocarsela per il secondo posto. È un campionato un po’ alla portata di tutti, prevedo un grande equilibrio. Il Matelica, però, a mio avviso è superiore a tutti».
Che campionato faranno le altre abruzzesi?
«Avezzano e Vastese si sono mosse bene sul mercato e si candidano a un ruolo da protagoniste. L’Avezzano, in particolare, è una squadra di categoria: è stata costruita bene e ha un allenatore esperto (Mecomonaco, ndr) che conosce la categoria e ha voglia di rivalsa dopo qualche episodio sfavorevole».
Lei è stato vicino alla panchina del Chieti. Che idea si è fatto sui neroverdi?
«Il Chieti ha un grande patron, Giulio Trevisan, e una società seria e solida alle spalle. Sarà un anno di transizione per i neroverdi, spero che non soffrano troppo per raggiungere la salvezza. È lo stesso augurio che faccio al Giulianova».
E il Notaresco?
«Ha giocatori che hanno fatto campionati importanti, come Sansovini. Può essere la sorpresa».
Quale sarà la squadra rivelazione?
«Occhio alla classica squadra molisana di turno. Mi incuriosisce il Vastogirardi, allenato da un tecnico (Farina, ndr) che la categoria la conosce».
Quali sono i giocatori che spostano gli equilibri?
«Sarritzu del Pineto, Leonetti del Matelica e Alessandro del Campobasso».
Su quali giovani scommette?
«Il Matelica ne ha tanti bravi, come Urbietis e Peroni. Altri prospetti interessanti sono Blando del Notaresco e Fabriani del Campobasso».
Che ne pensa degli allenatori del girone?
«Ce ne sono tanti che hanno steccato negli ultimi anni e ora vogliono rilanciarsi. Alcuni sono alle prime esperienze. La D è una buona palestra».
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