Colini guida il Pescara: ecco il patto per l’Europa

«Forza del gruppo e testa: così si può battere l’Inter Movistar»
PESCARA. Lo Special One ha fatto posto nella sua bacheca. Il Mourinho del futsal alla conquista di Madrid. Venerdì sera il Pescara calcio a 5 sarà in campo per la semifinale della Uefa Futsal Cup. Incontrerà l'Inter Movistar, squadra favorita e padrona di casa. Fulvio Colini ha già vinto quel trofeo, nel 2011, quando allenava il Montesilvano e adesso proverà a ripetersi. Maestro di calcio a 5, è considerato l'allenatore più forte in circolazione e non è un caso che quest'anno correrà di nuovo per il titolo "Miglior Tecnico" al mondo, riconoscimento che guarda caso vinse proprio nel 2011, quando portò in trionfo il Montesilvano in campo europeo. Umile, non ama la luce dei riflettori e preferisce non badare a troppe etichette. «Io, Special One? Basta, con queste sciocchezze», ripete spesso come un mantra. «E' un accostamento che non mi appartiene. E' un'etichetta che mi ha affibiato il web». Respinge i complimenti, ma la sua carriera parla per lui visto che è il tecnico più titolato in circolazione.
Colini, che semifinale si aspetta?
«Dura, molto dura. Affronteremo la squadra più forte del mondo e che ha il giocatore più forte del pianeta, come Ricardinho. Andiamo ad affrontare un impegno difficile, difficilissimo. Come se andassimo a Wimbledon a giocare contro Djokovic o Federer. Noi vogliamo cercare di giocare alla pari e provare a metterli in difficoltà».
Pensa di poter battere l'Inter Movistar?
«Si parte dallo 0-0 e abbiamo il 50 % di possibilità di arrivare in finale. Loro sono strafavoriti e giocheranno in casa davanti a 6mila persone. L'unico vantaggio che io riesco a vedere è proprio il pubblico, ove dovessero andare in difficoltà potrebbe bloccarli psicologicamente. La pressione del pubblico potrebbe essere una nostra arma in più. E' un club molto titolato, ha vinto tanti trofei e io ho perso due volte contro di loro».
Accorgimenti particolari per bloccare la stella Ricardinho?
«Ricardinho? Guardate che non c'è solo lui. C'è più di Ricardinho in quella squadra. Noi cercheremo di imporre le nostre qualità, anche se l'Inter Movistar nel calcio a 11 può essere paragonata a dei top club come Barcellona o Real Madrid».
Lei però gioca un calcio a 5 particolare.
«Sì, il loro modo di giocare è diverso rispetto alla mia filosofia».
Colini è il valore aggiunto del Pescara?
«Sono cavolate. Noi abbiamo un gioco fastidioso perché non è comune. Gli spagnoli hanno Velasco, considerato il migliore allenatore al mondo, quindi è lui il valore aggiunto: ha vinto tanto in Italia, 6 scudetti».
Gioco pratico e meno tiki taka, è questo il suo credo?
«Il tiki taka non mi piace, ma la difesa di Guardiola per esempio mi piace molto».
Su chi punta?
«Sulla squadra e sul collettivo forte di testa. Nel girone abbiamo fatto bene anche con quelli che hanno giocato meno in campionato. Lavoreremo sulla testa per ottimizzare il nostro rendimento, calcolando che dovremo avere la testa accesa per 4 giorni. La forza del gruppo sarà determinante».
Da Montesilvano a Pescara. Otto stagioni in Abruzzo, questa terra è sempre più sua.
«Il Pescara mi ha chiamato due anni fa e con loro ho sempre avuto un gran bel rapporto. L'Abruzzo è la mia seconda casa, sono all'ottavo anno e adesso ho rinnovato il contratto. Sto bene qui, davvero».
Lei è un personaggio unico nel mondo del futsal italiano.
«Smettiamola, non sono un personaggio. Parlano di me solo perché alleno da 32 anni».
Se vince la Coppa che cosa farà? Scommesse particolari?
«Se vinco la coppa non faccio nulla, nessuna scommessa. Non programmo nulla. Io sia quando vinco o perdo sparisco. Dopo la qualificazione alle finali Champions, per esempio, sono andato a dormire mentre tutta la squadra era a cena a festeggiare».
Come si gestisce una rosa così vasta e con tanti stranieri?
«Sono sincero, ho avuto problemi a gestire un gruppo così. Ho 12 stranieri in squadra e tre nazionalità diverse. I sudamericani sono difficili da gestire, ma non sono tutti uguali. Io a Pescara ho la fortuna di allenare ragazzi molto intelligenti».
Chi è l'erede di Colini?
«In Italia ci sono allenatori molto bravi, specie in serie B e nelle giovanili. Sono preparati, abili e moderni superiori a quelli della serie A. Ma non so indicarvi il mio erede».
Pronto per l'accoppiata scudetto e Champions?
«Calma. Lo scudetto sarà difficile vincerlo, ripetersi sarà molto dura perché mai nessuna squadra lo ha vinto due volte di fila. Io per esempio, nel 2011, a Montesilvano vinsi la Champions e non lo scudetto».
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